Corte di Cassazione - Sezione lavoro - sentenza - 29 settembre 2008, n. 24277

Decorrenza degli interessi sul risarcimento per l’illegittimità del licenziamento

Decorrono dal licenziamento anche in caso di tutela obbligatoria

Con sentenza del 29 settembre 2008, n. 24277 la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha stabilito che anche nel caso di licenziamento illegittimo soggetto a tutela obbligatoria (e non soltanto nel caso di tutela reale), quindi nelle aziende con meno di 15 dipendenti il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno con la rivalutazione e gli interessi e la rivalutazione monetaria con decorrenza dalla data dell’evento dannoso.

Fatto e diritto
Un dipendente di una srl era stato licenziato illegittimamente ed in suo favore il giudice aveva deciso che come risarcimento del danno sarebbero dovuti decorrerre interessi e rivalutazione monetaria
Il legale rappresentante della srl, che sosteneva che l’azienda aveva meno di quindici dipendenti, proponeva opposizione contro il precetto notificatogli, ma il giudice di primo grado accoglieva in parte l’opposizione dichiarando che gli interessi sull’indennità risarcitoria dovevano decorrere dalla data della mancata riassunzione.
La Corte d’Appello confermava tale decisione respingendo l’appello del lavoratore.
Contro tale sentenza di appello il dipendente è ricorso in Cassazione.
Per il legale rappresentante della srl gli interessi traggono origine da un fatto illecito sanzionato, appunto il licenziamento illegittimo, e interessi stessi decorrono dalla data dell’evento dannoso.
Il risarcimento assolveva alla funzione di reintegrazione del patrimonio del danneggiato dalle perdite subite, e di conseguenza il diritto non sorgeva dal momento dell’accertamento giudiziale, ma dalla data del suo insorgere, con l’ulteriore conseguenza che a quella data doveva riportarsi anche la rivalutazione del credito e la decorrenza degli interessi su di esso.

La decisione della Corte di Cassazione
Secondo la Corte di Cassazione anche nel caso di licenziamento illegittimo soggetto a tutela obbligatoria (e non soltanto nel caso di tutela reale), quindi nelle aziende con meno di 15 dipendenti il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno con la rivalutazione e gli interessi e la rivalutazione monetaria con decorrenza dalla data dell’evento dannoso.
Secondo la Cassazione al lavoratore oltre agli interessi legali spetta il maggior danno per la diminuzione di valore del suo credito e quanto sopra trova applicazione - salvo il limite relativo a tutti i crediti connessi al rapporto di lavoro, senza esclusione di quelli aventi titolo risarcitorio
Infatti, «in materia di licenziamento illegittimo, anche al lavoratore, il quale possa fruire soltanto della tutela obbligatoria, è riconosciuta la facoltà di «monetizzare il diritto alla riassunzione» in analogia con quanto stabilito per il regime della tutela reale (art. 18, comma 5, della L.. n. 300 del 1970) nel testo modificato dall’art. 1 della l. n. 108 del 1990).
Secondo la Cassazione il diritto all’indennità ed agli interessi non sorge nel momento dell’accertamento giudiziale, ma alla data dell’evento dannoso, cioè il licenziamento illegittimo.
Dunque l’indennità risarcitoria deve considerarsi sempre dovuta qualora, per qualsiasi motivo, il rapporto non si ripristini, senza che ciò rilevi a quale dei soggetti del rapporto ciò sia imputabile».
Sulla base dei motivi suesposti, dunque, la Cassazione ha accolto il ricorso del dipendente dichiarando che gli interessi sul debito sono dovuti fin dalla data del licenziamento illegittimo.

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