Batterio killer

Lancet: spiegata l'aggressività dell'E.coli tedesco

Lo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università di Muenster

ROMA - Un gruppo di ricercatori dell'Università di Muenster ha spiegato perché il batterio Escherichia coli (E. coli) che, prevalentemente in Germania, ha infettato più di 3.500 persone, provocando la morte di 40, ha un'aggressività senza precedenti. Il microrganismo combina la potenza di due patogeni: uno capace di produrre la tossina enteroemorragica, l'altro in grado di attaccarsi alle pareti dell'intestino. È quanto riferisce sulla rivista The Lancet Infectious Diseases un gruppo di immunologi coordinati da Helge Karch che ha condotto analisi accurate su campioni di batteri isolati da vittime e pazienti della recente epidemia.

LA SPIEGAZIONE - E' emerso - riporta l'agenzia svizzera Ats - che il batterio O104:H4 risulta da un combinato di un E. coli enteroaggregante (capace di ammassarsi alla parete intestinale) e un batterio produttore della tossina shiga, che può dare la sindrome emolitico-uremica (che porta a insufficienza renale acuta). Normalmente il batterio E. coli enteroemorragico provoca solo in pochi casi le complicazioni renali viste in molti pazienti in Germania, ma è la combinazione con le proprietà enteroaggreganti che lo ha reso particolarmente virulento, nonché la resistenza agli antibiotici.