Incidenti sul lavoro

Umbria Olii: CGIL Umbria, è tempo di arrivare alla verità

Lo afferma Mario Bravi, Segretario Generale della CGIL dell'Umbria, che oggi ha assistito all'udienza del processo che si è svolta presso il tribunale di Spoleto

PERUGIA - «L'auspicio è che entro novembre, prima del quinto anniversario della tragedia, il processo per la morte dei 4 lavoratori alla Umbria Olii possa arrivare a sentenza e si possa finalmente dare giustizia ai familiari delle vittime. E' tempo di fare piena luce su questa immane tragedia». Lo afferma Mario Bravi, Segretario Generale della CGIL dell'Umbria, che oggi ha assistito all'udienza del processo che si è svolta presso il tribunale di Spoleto.

Bravi ribadisce la «piena fiducia» del sindacato nella magistratura e al tempo stesso sottolinea l'importanza del lavoro svolto dalla procura. «Un lavoro non semplice – spiega il Segretario della CGIL - che si è scontrato per tutto il tempo con un atteggiamento della difesa dell'imputato che è sembrato volto soprattutto a procrastinare i tempi della giustizia e a delegittimare il lavoro dei giudici con motivazioni del tutto pretestuose».

Inoltre, secondo Bravi, resta e resterà indelebile «la macchia di quella assurda richiesta di risarcimento da 35 milioni di euro da parte dell'imputato ai familiari delle vittime e all'unico sopravvissuto, Klaudio Demiri. Un atto gravissimo e inqualificabile – sottolinea il dirigente sindacale della CGIL -, senza precedenti, indegno di una terra civile e rispettosa della dignità del lavoro come è l'Umbria». La CGIL, ha annunciato Bravi, continuerà a seguire le fasi finali del processo per ribadire la propria vicinanza ai familiari delle vittime e al lavoratore sopravvissuto.

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