30 marzo 2017
Aggiornato 02:30
L'export alimentare italiano in Russia perde 300mln a trimestre

Coldiretti: il prezzo delle sanzioni lo paghiamo noi

Gli acquisti di Made in Italy in Russia sono crollati di 298 milioni di euro in un solo trimestre per l'effetto congiunto dell'embargo e del crollo del rublo, che ha reso meno convenienti le importazioni. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti nel primo trimestre dall'avvio dell'embargo scattato il 7 agosto a seguito del conflitti in Ucraina sulla base dei dati Istat.

ROMA - Gli acquisti di Made in Italy in Russia sono crollati di 298 milioni di euro in un solo trimestre per l'effetto congiunto dell'embargo e del crollo del rublo, che ha reso meno convenienti le importazioni. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti nel primo trimestre dall'avvio dell'embargo scattato il 7 agosto a seguito del conflitti in Ucraina sulla base dei dati Istat.

COLPITO AGROALIMENTARE - «Siamo di fronte - sottolinea la Coldiretti - ad una vera e propria escalation negativa della presenza del made in Italy nel Paese di Putin, con le esportazioni che si sono ridotte di 169 milioni di euro ad ottobre, di 96 milioni di euro a settembre e di 33 milioni di euro ad agosto». Se i settori più colpiti sono chiaramente quelli interessati dall'embargo che ha sancito il divieto all'ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, perdite di quote di mercato considerevoli si registrano anche in altri importanti comparti.

INFLUENZE DI TENSIONI POLITICHE E RUBLO - Ad ottobre rispetto allo scorso anno le esportazioni sono calate in media del 15,8 per cento, con cali anche più pesanti che hanno interessato alcuni settori chiave, dall'agricoltura (-73,5 per cento) alle automobili (-83,4 per cento), dai mobili (-21,3 per cento) all'abbigliamento (-19,4 per cento) fino agli apparecchi elettrici (-23 per cento). «Dall'analisi è evidente - conclude la Coldiretti - che le tensioni politiche e l'andamento del rublo stanno avendo riflessi anche sugli scambi anche di prodotti non colpiti direttamente dall'embargo ma particolarmente significativi per l'Italia».