23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
L'Ue prende tempo

La Corsica impone l'embargo per paura della Xylella

La Commissione europea non si è ancora pronunciata sulla decisione presa dalla Corsica di vietare, a partire dall'11 maggio, l'importazione sul suo territorio di qualunque vegetale; decisione motivata dal timore del contagio della Xylella.

Bruxelles (askanews) - La Commissione europea non si è ancora pronunciata sulla decisione presa dalla Corsica di vietare, a partire dall'11 maggio, l'importazione sul suo territorio di qualunque vegetale; decisione motivata dal timore del contagio della Xylella fastidiosa, il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi nella provincia di Lecce.

La Corsica impone l'embargo
L'embargo corso, decretato il 30 aprile dal prefetto dell'Isola, Christophe Mirmand, va molto al di là delle decisioni approvate dal Comitato fitosanitario permanente dell'Ue il 28 aprile, che vietano la commercializzazione al di fuori della provincia di Lecce di 188 specie di piante provenienti dai vivai locai, a meno che non dispongano di un certificato che ne assicuri l'assenza della Xylella. La decisione del Comitato fitosanitario Ue doveva disapplicare le misure d'emergenza già prese unilateralmente a livello nazionale, come quella che aveva decretato la Francia già il mese scorso, vietando l'importazione di piante da tutta la Puglia. Sarebbe logico attendersi, dunque, uno stop dalla Commissione europea alle misure prese ora dalla Corsica. Tuttavia, secondo quanto ha affermato oggi il portavoce dell'Esecutivo Ue Enrico Brivio, le misure non sono ancora state notificate a Bruxelles, e l'Esecutivo comunitario vuole esaminarle con attenzione prima di pronunciarsi sulla loro compatibilità con il diritto comunitario e con le regole del mercato unico.

Divieto d'importazione per tutti i vegetali dalla Puglia
La decisione della Corsica mira, in sostanza, a dichiarare l'Isola «zona protetta", affinché possa mantenere lo status di territorio esente al 100% da Xylella, com'era finora per tutta l'Ue. Ormai, la stessa Commissione europea ha riconosciuto che il batterio, un patogeno da quarantena, nella provinca di Lecce non è più eradicabile, e che in quell'area si può solo cercare di contenere il contagio limitando il «serbatoio d'infezione» con misure mirate a limitare la popolazione dell'insetto vettore, il cicadellide «sputacchina».Il divieto d'importazione corso riguarda tutti i vegetali, e non solo quelli provenienti dalla Puglia; prevede tuttavia una deroga per i vivaisti che certifichino l'assenza della Xylella nelle piante che arriveranno nei due porti principali, Ajaccio e Bastia, attrezzati per i controlli. Qualunque altra pianta che arrivi in altri porti sarà distrutta, e chi viola il divieto rischia due anni di prigione e multe fino a 300.000 euro.