23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Via ai lavori nel 2016

Da Mosca 2 miliardi ad Atene

Firmato il memorandum d'intesa per prolungare il gasdotto Turkish stream in Grecia. L'infrastruttura da 47 miliardi di metri cubi l'anno sarà finanziata interamente con fondi russi, che saranno ripagati una volta che l'opera entrerà in funzione

MOSCA – Firmato il memorandum d'intesa per prolungare il gasdotto Turkish stream in Grecia. Il documento, atteso da mesi, è stato siglato dal ministro greco dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, e l'omologo russo Alexandre Novak a margine del Forum economico di San Pietroburgo.

OPERA PAGATA DA MOSCA - L'infrastruttura sarà finanziata al 50 per cento da parte russa e al 50 per cento dai greci. Atene a questo scopo ha già contratto un prestito con la banca russa Vnesheconombank, ha annunciato Lafazanis, spiegando che questa banca avrà il 50 per cento delle azioni della compagnia che porterà avanti i lavori. Il greco ha aggiunto che il costo della costruzione del gasdotto, che avrà una capacità di 47 miliardi di metri cubi, è di 2 miliardi di euro. Novak ha detto che la Russia fornirà tutti i fondi necessari in un primo momento e quanto speso «tornerà grazie allo sviluppo del progetto stesso». L'agenzia Bloomberg ha scritto che «Mosca fornirà ad Atene un prestito pari al 100% dell'importo del gasdotto e Gazprom non controllerà la tratta».

INIZIO LAVORI NEL 2016 - Il documento, che rappresenta un'intesa preliminare che impegna i due Paesi nel progetto, prevede la creazione di una joint venture paritaria russo-greca per la costruzione dell'infrastruttura, tra il 2016 e il 2019, ha spiegato il ministro russo alle agenzie del suo Paese. Secondo Novak si tratta di un «avvenimento molto importante». Il gasdotto, che si chiamerà South European, «ci permette di proseguire i nostri progetti di costruzione di infrastrutture nell'ambito del gasdotto che attraverserà il Mar Nero e la Turchia, con la costruzione di un hub in Turchia». Il rappresentante di Atene ha voluto rassicurare: «Questo gasdotto non collegherà solo la Grecia con la Russia, ma anche i popoli d'Europa. Il nostro messaggio è di stabilità e amicizia...Il gasdotto che stiamo facendo nascere oggi non è contro nessuno in Europa o nel mondo, è un gasdotto per la pace e la stabilità nell'intera regione».

INTANTO SI ASPETTA TURKISH STREAM - Il gasdotto South European sarà quindi un'estensione verso l'Europa di Turkish stream, l'infrastruttura da 63 miliardi di metri cubi che convoglierà il metano russo sotto il Mar Nero passando per la Turchia e fermandosi al confine greco-turco nei pressi della città di Ispala. I lavori di Turkish stream, secondo i piani di Gazprom partiranno entro giugno con i primi tubi posati nelle acqua poco profonde del Mar Nero dall'italiana Saipem, ma manca ancora un'intesa scritta fra Mosca e Ankara.

NORD STREAM 2 NON IN CONCORRENZA CON TURKISH STREAM - Nel frattempo il colosso energetico russo, sempre nella cornice del Forum economico di San Pietroburgo, ha firmato un memorandum di intenti con E.On, Shell e Omv per costruire un gasdotto a doppia linea da 55 miliardi di metri cubi l'anno, che trasporterà il gas russo dal Mar Baltico in Germania seguendo il percorso dell'esistente Nord stream. Novak ha voluto ricordare che quest'opera non è in concorrenza con Turkish stream e che le due infrastrutture andranno avanti indipendentemente l'una dall'altra: «Questi progetti non dipendono l'uno dall'altro e si rivolgono a mercati diversi». Come ha fatto notare Alexander Rahr, politologo russo esperto di questioni energetiche, il prospettato raddoppio di Nord stream non potrà essere ostacolato dall'Unione europea perché scorrerà sotto il livello del mare e non sulla terra ferma.