4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Emessa il 23 Dicembre 2015

«Circolare del Governo abbassa con un trucco la disoccupazione»

E' quanto denuncia Augustin Breda, dirigente Cgil Nazionale: «Per accedere a benefici non servirà più iscrizione alle liste». Il Presidente dell'INPS, Tito Boeri: «Bisogna aumentare le opportunità d'impiego».

ROMA - «Con una circolare esplicativa del decreto 150/2015 parte del jobs act, emessa dal Ministro Poletti il 23 dicembre 2015, l'indice di disoccupazione ha ricevuto il suo regalo di Natale con relativi immediati benefici». E' quanto denuncia Augustin Breda, dirigente Cgil Nazionale.
«Infatti - spiega - se prima della circolare numero 34/2015 per accedere a determinati servizi sociali era necessario, per legge, essere registrati quali disoccupati presso i centri per l'impiego, ora tale registrazione non è più necessaria. Per accedere a tali servizi sociali o altri benefici, infatti, sarà sufficiente che la persona attesti con una autocertificazione, all'ente erogatore, la condizione di non occupazione. Con tale trucco tutti coloro che sino ad oggi erano registrati come disoccupati, e in virtù di tale status potevano fruire di prestazioni a carattere sociale, continueranno a fruirne ma quali inoccupati non registrati, senza più pesare quindi su indici e numero di disoccupazione. La disoccupazione continuerà a scendere, le prestazioni sociali a salire, più semplici pure gli abusi e tutti potranno festeggiare il nuovo anno alla italiana», conclude Breda.

Boeri: «Bisogna aumentare le opportunità d'impiego»
Per aumentare l'occupazione dei giovani «la prima cosa è fare scelte di natura pubblica, che riguardano l'ingresso nel mercato del lavoro». In questa direzione «qualche regola è stata fatta e ha aumentato la stabilizzazione». Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel corso dell'intervista di Maria Latella a Skytg24.
«C'è stato un forte incremento fin da subito - ha proseguito riferendosi al Jobs act - mi aspetto che questa tendenza aumenti nei dati di novembre e dicembre. Ci sarà una ulteriore impennata. Poi bisogna aumentare le opportunità di impiego, aumentarne la quantità. Bisogna fare una serie di operazioni come rendere le uscite dal lavoro più flessibili verso la pensione. Altra cosa da fare è che nei periodi in cui uno non lavora, è disoccupato, ci siano gli oneri, i contributi figurativi. E' un problema di ammortizzatori e contratti».
Sulla previdenza complementare «credo sia giusto per tutti diversificare il più possibile, se può farlo. In tanti Paesi esistono più pilastri, ma io penso a far funzionare quello pubblico».