28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
In Italia calo record del costo del lavoro

Lavoro, il 62% dei contratti a tempo indeterminato ha beneficiato degli sgravi fiscali

La decontribuzione è la variabile economica che ha maggiormente concorso al miglioramento dei dati sull'occupazione nazionale. Gli sgravi fiscali hanno anche permesso all'Italia di guadagnarsi un primato assoluto all'interno dell'Ue.

Gli sgravi fiscali hanno aiutato l'occupazione più del jobs act. (© Shutterstock.com)

ROMA - La decontribuzione è stata la testa d'ariete del governo Renzi nella battaglia contro la disoccupazione. Se le assunzioni a tempo indeterminato sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660mila unita' (+52%), infatti, non lo si deve tanto al Jobs Act quanto agli sgravi fiscali. Questi hanno anche permesso all'Italia di guadagnarsi un primato assoluto all'interno dell'Ue.

Più occupazione con gli sgravi fiscali
La decontribuzione è la variabile economica che ha maggiormente concorso al miglioramento dei dati sull'occupazione nazionale. Le assunzioni a tempo indeterminato sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660mila unita' (+52%). Un incremento più che positivo, dovuto in misura maggiore proprio alla decontribuzione messa in atto dal governo Renzi. L'Inps sottolinea che nell'ultimo mese del 2015, per poter usufruire dell'opportunità degli sgravi fiscali, sono stati creati circa 380mila nuovi rapporti di lavoro con esonero contributivo: pari a quasi quattro volte la media degli 11 mesi precedenti.

Il calo del costo del lavoro più alto d'Europa
Ma non finisce qui. Il calo record del costo del lavoro in Italia si è aggiudicato il podio in Europa. Il costo del lavoro, infatti, è aumentato in quasi tutta l'Eurozona tranne che nel Belpaese, dove il dato è stato il più basso in assoluto: la componente non salariale (tasse e contributi che l’azienda deve pagare sul dipendente) è calata del 2,1% e la componente salariale è scesa dello 0,2%. Il paese con l'aumento più alto del costo del lavoro è stato invece la Romania: che ha raggiunto quota +11,4%. Gli sgravi fiscali sono stati fondamentali per raggiungere questo primato. Ma ancor più importante è stata per le imprese nazionali la decontribuzione.