23 aprile 2017
Aggiornato 13:30
La cordata Bonomi si ritira

Rcs, Cairo piglia tutto: «A me tutte le deleghe, sarò in prima linea»

Urbano Cairo ha vinto la sua battaglia ed ha annunciato che sarà «in prima linea» alla guida di RCS. All'orizzonte ci sono nuovi investimenti e sinergie con LA7, ma anche un taglio netto ai costi superflui.

ROMA - Urbano Cairo ha vinto la partita per il controllo su Rcs. La cordata Bonomi ha rinunciato a dare battaglia e il nuovo editore è pronto a guidare il futuro del Corriere della Sera. In vista ci sono nuovi investimenti e sinergie con LA7. Ma anche un taglio consistente ai costi superflui.

Cairo: Sarò in prima linea
Dopo la vittoria per il controllpo di Rcs, Urbano Cairo intende prendere tutte le deleghe in azienda. Lo ha spiegato lo stesso editore, a margine dell'assemblea straordinaria di Cairo Communication chiamata a votare un aumento di capitale da 70 milioni di euro, funzionale all'Opas. «Sarò in prima linea", ha detto agli azionisti. A chi gli chiedeva se sarà il nuovo Ad di Rcs, Cairo ha così risposto: «sicuramente ciò che voglio è avere tutte le deleghe e capire quando esce un euro perchè esce e come».

All'orizzonte un taglio dei costi e nuovi investimenti
I risultati dell'offerta, ha spiegato ancora Cairo, «sono al di là delle aspettative, non potevo immaginare un risultato migliore, sono molto contento».Ma «ora va fatto un grande lavoro in azienda», ha aggiunto. Il nuovo editore ha le idee molto chiare al riguardo. In Rcs «un taglio di costi importante va fatto, come ho fatto a LA7», ha spiegato nel corso dell'assemblea straordinaria degli azionisti di Cairo Communication, chiamata a votare l'aumento di capitale e il voto maggiorato. »

Le sinergie tra il Corriere e LA7
«Ho visto cose nei bilanci che mi hanno lasciato interdetto, come 55 milioni di euro tra prestazioni professionali e consulenze - ha sottolineato Cairo - non so quanto taglieremo, ma di certo taglieremo tanto». E l'imprenditore non ha solo in testa un taglio netto dei costi, ma anche la realizzazione di investimenti importanti, come il rafforzamento della Gazzetta dello Sport e dei periodici, che saranno effettuati «andando in Spagna e lanciando nuovi settimanali». Cairo ha assicurato inoltre che LA7 e il Corriere della Sera vanno tenuti distinti, ma ci saranno senz'altro delle sinergie.

Le altre novità in vista
Dopo aver preso il controllo del gruppo di via Solferino ha sottolineato che: «In futuro LA7 potrà ospitare una grande campagna di comunicazione del Corriere per comunicare al pubblico tutte le novità che avremo». C'è in ballo l'idea di offrire il Corriere «a un prezzo specialissimo per invogliare tanta gente nuova a provare il nuovo Corriere, arricchito grazie a investimenti maggiori». E all'orizzonte ci sono altre sinergie come la partecipazioni di giornalisti del Corriere alle trasmissioni televisive di LA7 per sfruttare al meglio le risorse a disposizione.

Non sarà necessario usare i soldi di Intesa Sanpaolo
Urbano Cairo ha anche chiarito che l'esborso massimo per l'Opa su Rcs, in caso di migrazione massima da parte di quei soci che avevano aderito all'Opa concorrente, sarà di 80,6 milioni e anche in quel caso al gruppo Cairo Communication «rimarrà ancora un po' di cassa». Non sarà necessario mettere mano a quello che è il finanziamento concesso da Intesa Sanpaolo, «che resta un'opportunità per altre cose», ha aggiunto il nuovo editore. A fine marzo, prima di pagare il dividendo, la cassa del gruppo era pari a 108,6 milioni.

Sul nuovo presidente nessuna indiscrezione
Ora che il gruppo editoriale è sotto il suo controllo, Cairo ha sottolineato che non c'è fretta di definire chi farà parte del cda di Rcs «e sul nuovo presidente, per il momento non c'è nulla». Dipenderà anche da quanti migreranno «alla nostra Opas».Il 4 agosto ci sarà il pagamento, con azioni e cassa, in favore di quegli azionisti che hanno scelto di migrare e la situazione sarà più chiara: «Io personalmente prenderò in mano tutte le deleghe per iniziare a operare. I tempi saranno o dopo la convocazione dell'assemblea di Rcs per nominare un nuovo cda o anche prima, vedremo" , ha concluso il nuovo editore del Corriere.