23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Depositato atto di citazione

Caso Premium, Mediaset porta Vivendi in tribunale

Mediaset cita in giudizio Vivendi per chiedere l'esecuzione del contratto di acquisto di Premium, la pay tv del gruppo, e 50 milioni di euro di danni per ogni mese di ritardo nell'adempimento degli accordi a partire dal 25 luglio, data in cui si è consumato il dietrofront dei francesi all'origine dello strappo.

MILANO - Sarebbe di almeno 1,5 miliardi il danno complessivo per Mediaset derivante dall'eventuale risoluzione del contratto con Vivendi per l'acquisto di Mediaset Premium. Lo afferma la società dopo aver depositato al tribunale di Milano «l'atto di citazione a tutela dell'effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l'8 aprile 2016».
«La domanda giudiziale - spiega il Biscione - è finalizzata a ottenere l'esecuzione coattiva del contratto per ordine del giudice e il risarcimento dei danni fin qui subiti da Mediaset, stimati per ora in un importo pari a 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016».

Obbligo di esecuzione del contratto stesso
«L'atto di citazione - aggiunge Mediaset - non riguarda il grave danno complessivo che la risoluzione del contratto non onorato comporterebbe (non inferiore a un miliardo e mezzo di euro) ma l'obbligo di esecuzione del contratto stesso. Il risarcimento richiesto è quindi relativo unicamente al ritardo già fin qui accumulato e a eventuali ulteriori ritardi prodotti da fantasiose e dilatorie proposte di accordi diversi dal contratto in essere».

I termini della vicenda
La vicenda risale allo scorso aprile quando Mediaset e Vivendi si erano accordate per la cessione di Premium a fronte di uno scambio azionario tra i due gruppi pari al 3,5% del capitale. Il contratto avrebbe dovuto essere operativo a settembre. A fine luglio, tuttavia, Vivendi aveva fatto marcia indietro e, sulla base di target industriali ritenuti irraggiungibili, aveva alzato l'asticella chiedendo solo il 20% di Premium e addirittura il 15% di Mediaset. Il Biscione ha subito rispedito al mittente la controproposta bollandola come «irricevibile» e ribadendo la vincolatività del contratto per la cui esecuzione si era detto pronto ad andare in causa.