4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Piano Juncker

Ue, col piano Juncker 3,8 miliardi di risorse all'Italia

Il piano Juncker ha l'obiettivo di finanziare svariati investimenti in vari paesi membri dell'UE per rilanciare la crescita. Finora all'Italia sono arrivati finanziamenti per 3,8 miliardi di euro: oltre un sesto delle risorse mobilitate

ROMA - Oltre un sesto degli investimenti attivati fino ad ora dal Piano Juncker sono stati realizzati in Italia. Nei suoi primi 18 mesi di attività ha permesso il finanziamento di 55 operazioni (prestiti, garanzie, equity) per un valore di 3,8 miliardi e l'attivazione di investimenti per 21 miliardi di euro.

Gli investimenti per rilanciare la crescita
Il piano Juncker funziona. O almeno così sembra, a giudicare dagli ultimi dati forniti dal vice presidente della Bei, Dario Scannapieco, intervenuto durante la presentazione al Mise della «Iniziativa Pmi». Oltre un sesto degli investimenti attivati fino ad ora dal piano Juncker sono stati realizzati in Italia: su un totale di 138,3 miliardi di euro, oltre 21 miliardi di investimenti sono stati attivati proprio nel Belpaese. Ma non è che l'inizio. Nel triennio in corso si prevede l'attivazione totale di circa 315 miliardi di euro di investimenti, e quelli realizzati finora ne rappresentano solo il 44%.

All'Italia va un euro su sei
In generale, infatti, il Piano ha come obiettivo la mobilitazione di 315 miliardi di euro di investimenti fino al 2018 in tutta l'Unione europea. Per il momento, i finanziamenti della Bei, basati su garanzia Efsi, approvati sono pari solo a 24,8 miliardi, e questi hanno già permesso l'attivazione di oltre 138,3 miliardi di investimenti in tutta Europa. In particolare, nella sola Italia, sono state concluse 55 operazioni, tra prestiti, garanzie ed equity, per un valore pari a 3,8 miliardi di finanziamenti e circa 21 miliardi di euro di investimenti attivati. In pratica, oltre un euro sui sei totali.«Questi risultati - ha commentato Scannapieco - ci consentono di affermare che, dopo un anno e mezzo, il Piano Juncker funziona e ha permesso di realizzare investimenti in 27 stati membri, per quasi 140 miliardi di euro, su 315 miliardi previsti di investimenti, già attivati».

Come funziona il piano Juncker
Lo scopo del piano presentato oltre un anno fa dall'allora nuovo presidente della Commissione europea, Jean Claude-Juncker, era proprio quello di rilanciare la crescita dell'UE colmando il vuoto di investimenti ereditato dagli anni di crisi economica. Il progetto coinvolge l'EFSI (cioè il fondo europeo per gli investimenti strategici) e la BEI (la Banca Europea degli Investimenti) che sta utilizzando il suo capitale iniziale da 21 miliardi di euro per emettere obbligazioni sul mercato e raccogliere i fondi destinati agli investimenti comunitari. Con i 21 miliardi di euro iniziali, posti come garanzia, la BEI dovrebbe riuscire a generare tutti i 315 miliardi di euro di investimenti previsti per il triennio 2016-2018 attraverso un effetto leva. Sempre alla BEI spetta il compito di valutare i progetti dei vari paesi membri per scegliere quelli che di volta in volta saranno finanziati.