23 aprile 2017
Aggiornato 13:30
Crisi e povertà

Cosa si nasconde dietro alla ripresa del mercato immobiliare

La ripresa del mercato immobiliare è arrivata perché sta aumentando la compravendita degli immobili. Ma dietro il nodo dei prezzi delle case, che stanno continuando a scendere, si nasconde una verità tutt'altro che rassicurante.

Il mercato immobiliare da segni di ripresa, ma il nodo dei prezzi resta irrisolto. (© Designer491 | Shutterstock.com)

ROMA - La ripresa del mercato immobiliare è arrivata. C’era già, per la verità, ma nel 2016 si rafforza. Così sono commentati dagli analisti i dati recentemente pubblicati dal centro studi di Scenari Immobiliari. Un po’ di ottimismo giunge nel settore più martoriato dalla crisi negli ultimi anni, quello della compravendita del mattone. Continua a flettere invece il comparto delle costruzioni, che sconta ancora la bolla dei primi anni duemila: ma le compravendite ripartono. I dati che provano questo scenario: crescita del fatturato del 3,6%, e delle compravendite residenziali del 14,6%, il business nel suo insieme raggiunge quota 121 milardi di euro, risalendo così alle dimensioni registrate nel 2010. Previsioni per il futuro ancora più ottimiste: il numero delle compravendite dovrebbe crescere dell’otto per cento nel 2017. Tutto quindi sta tornando alla normalità? Non proprio.

Il nodo dei prezzi
Nonostante il deciso aumento delle compravendite il prezzo degli immobili continua a flettere. Quasi tutte le grandi città sono colpite da un cospicuo ribasso anche nel 2016.

Roma – 3%
Milano – 1%
Napoli – 2%
Torino – 3%
Palermo – 4%
Genova – 4%
Catania – 3%

Alla fine del 2015 l’Istat calcolava una perdita di valore degli immobili in Italia pari al 14% rispetto al 2010. Ma, come noto, il picco della bolla immobiliare si è avuto tra il 2007 e il 2008. Rispetto quel tempo la discesa è pari al 25%. L’avvitamento, quindi pare inarrestabile, nonostante l’aumento delle compravendite, che per altro bissa quanto già avvenuto nel 2015.

Roma  + 5%
Milano + 21%
Napoli + 11%
Torino +12%
Palermo + 12%
Genova + 12%
Catania + 14%

Perfino Venezia, i cui immobili sono oggetto di concupiscenza si trova dentro questo schema: compravendite in aumento del 19%, prezzi in  calo del 3%.

Cosa sta succedendo?
Passeggiando sotto i bellissimi portici barocchi di Torino ci si può soffermare di fronte alla vetrina di una agenzia immobiliare specializzata in compravendite di immobili messi all’asta dal tribunale di Torino. Le pagine del quotidiano locale ogni settimana traboccano di annunci di aste per immobili pignorati a privati o aziende: migliaia, di ogni qualità e per ogni gusto. Un tempo oggetto di accanito interesse, anche da parte della malavita, le case messe all’asta dai tribunali sono diventate un affare alla portata di molti. I prezzi sono stracciati. A Torino, gli immobili che partono con una base d’asta inferiore ai 30000 euro sono circa settecento, quasi tutti sono occupati e in condizioni precarie. E’ interessante notare la dislocazione di tale patrimonio: si trovano nella fascia periferica, con particolare incidenza nella zona nord della città, quella - secondo il Centro Studi Einaudi – dove incide una grave crisi economica. Leggendo gli annunci fatti dal Tribunale di Torino quasi sempre si può constatare, con un certo sgomento, che aste che mettono in vendita alloggi dal valore irrisorio vanno quasi sempre deserte al primo «appello». E quindi il prezzo  non può che scendere ulteriormente.

In Italia diminuiscono i proprietari di casa
Il fenomeno, come confermano i professionisti del settore, è diffuso in tutta Italia, con particolare incidenza nelle grandi città che si dibattono dentro un crisi economica che pare non voler terminare. Tale fenomeno, non ancora inquadrato all’interno di studi certi, rappresenta però un indicatore di quanto sta avvenendo nel mercato immobiliare, e non solo. Diametralmente opposto il trend degli immobili di lusso che, secondo il centro studi Engel & Workers, continua la sua corsa al rialzo. A Roma sono necessari 20.000 euro al metro quadro per un immobile in centro, Venezia 15.000 si piazza al secondo posto, mentre a Milano sono necessari 13.000 euro. Gli analisti, a conferma di questa tendenza, portano una percezione non ancora certificata da dati reali: in Italia starebbero diminuendo i proprietari di un’unica casa, costretti a vendere e a prendere una casa in affitto. Mentre starebbero aumentando coloro che vantano proprietà superiori a due o tre immobili.