23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Scontro Italia-UE

Manovra finanziaria, Padoan risponde a Juncker: «Le tue cifre non tornano»

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha risposto al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker che nelle scorse ore aveva bacchettato il governo Renzi per le cifre della Legge di Bilancio 2017

BRUXELLES - Riguardo ai conti pubblici italiani, nel suo discorso di ieri alla Confederazione europea dei sindacati, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, «ha citato delle cifre che poi, se non sbaglio, sono state corrette» dai servizi dell'Esecutivo Ue, «perché, dai lanci di agenzia che ho visto, erano numeri che francamente non tornavano, dato che non erano mai stati nell'ambito della discussione italiana». Lo ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, durante la sua conferenza stampa al termine dell'Ecofin a Bruxelles.

Padoan ribatte a Juncker
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, risponde al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che nelle scorse ore ha bacchettato duramente il governo e il premier Matteo Renzi. Juncker aveva detto testualmente: «La saggezza vuole che prendiamo in conto i costi dei terremoti e dei rifugiati. Ma questi costi cumulati equivalgono allo 0,1 per cento del Pil. L'Italia ci aveva promesso di arrivare a un deficit dell'1,7% nel 2017. Ora ci propone il 2,4%, in ragione dei costi del terremoto e dei rifugiati, quando questo costo è limitato allo 0,1 per cento del Pil».

Le cifre del governo sono diverse?
In realtà, secondo Padoan, le cifre del governo italiano riguardo al deficit erano diverse: aveva promesso l'1,8% e ora prevede il 2,3% del Pil. E, sempre secondo il governo, i costi per la crisi migratoria e per i terremoti arrivano allo 0,4% del Pil. I numeri dati ieri da Juncker hanno dato adito a speculazioni sulla possibilità che si tratti, in realtà, di estrapolazioni dalle previsioni economiche di autunno, che la Commissione presenterà domani. Il servizio del Portavoce della Commissione, ieri sera in tarda serata, ha precisato che si trattava «di una parte a braccio del discorso» di Juncker, e che il presidente della Commissione «si era successivamente corretto riguardo alle cifre».

La trascrizione del discorso ha soppresso le stime
Le cifre erano state poi soppresse in una trascrizione del discorso di Juncker inviata dalla Commissione ai giornalisti, ma erano rimaste nella versione online del video del discorso stesso. Durante il suo incontro bilaterale di ieri, a margine dell'Eurogruppo, con il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, Padoan, ha detto di aver «fatto il punto sul processo di approvazione» della legge di bilancio in corso al Parlamento italiano. Dopo la richiesta di chiarimenti inviata al governo, «la Commissione ha preso atto della nostra lettera di risposta, che abbiamo confermato, e il pubblicherà 16 novembre le sue opinioni su tutti i bilanci nazionali, compreso il nostro».

Le previsioni economiche d'autunno in arrivo
Quanto alle previsioni economiche d'autunno che la Commissione presenterà domani, «io non le ho viste, ma la mia sensazione - ha detto il ministro - è che ci possano essere lievi differenze ma non scostamenti significativi» rispetto alle cifre prospettate dal governo. Rispondendo a una domanda sul rischio che la crescita prevista dall'Esecutivo sia sovrastimata, Padoan ha osservato: «Tutti i numeri che abbiamo previsto sono ben noti, e la crescita è quello che è: l'1% nel 2017». Ed ha proseguito confermando che il debito pubblico si sta stabilizzando, e che nel 2017 inizierà a scendere. «Vedremo se domani ci saranno commenti specifici da parte di un commissario» durante la presentazione delle previsioni d'autunno.

Padoan: Nessun peggioramento dei rapporti con Bruxelles
Nello scambio sui conti pubblici con la Commissione europea «noi abbiamo presentato - ha puntualizzato Padoan - non solo i numeri, ma anche una documentazione molto cospicua e densa sui numeri». Sui migranti «abbiamo rivendicato» che l'Italia spende per sé e l'Europa molto di più e da molto prima, rispetto alle stime dell'Esecutivo Ue. «E sul terremoto abbiamo documentato in modo specifico la spesa nella nostra lettera. Sui siti del Ministero c'è una descrizione dettagliata. E poi, non vorrei dirlo, ma ahimè, il terremoto non è ancora finito», ha osservato. Il ministro ha poi negato che vi sia un peggioramento del clima nel dialogo con Bruxelles su questi temi. «Assolutamente no», ha risposto a una domanda specifica, negando anche che da parte della Commissione vi sia «un clima di fastidio» per l'atteggiamento italiano, «e tanto meno per la nostra lettera di risposta» a Bruxelles. «Con tutti gli interlocutori di questi giorni - ha concluso Padoan - non ci sono stati molti più commenti di quello che merita la questione».