23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Manovra finanziaria

Bilancio, l'Ue accoglie le richieste dell'Italia ma resta un buco da 5 miliardi

Bruxelles ha accolto le richieste del governo Renzi per quanto riguarda le spese eccezionali dovute al terremoto e all'immigrazione, ma l'Italia resta a rischio inadempienza. L'Eurogruppo e l'Ecofin decideranno dopo il referendum

BRUXELLES – La Commissione europea ha accolto le richieste del governo italiano per quanto riguarda le spese «eccezionali» dovute ai terremoti e all'emergenza migranti. Ma la manovra finanziaria resta a rischio «non conformità» perché secondo le pagelle di Bruxelles la deviazione dagli obiettivi di medio termine è pari allo 0,3% del Pil: in pratica c'è un buco di 5 miliardi di euro.

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L'Italia resta a rischio inadempienza
Bruxelles è venuta incontro alle richieste del governo italiano e nel suo atteso parere sulla manovra finanziaria per il 2017 ha per ora sostanzialmente accettato le ragioni con cui l'Italia ha giustificato il suo deficit pubblico maggiore del previsto e che coincidono sostanzialmente con le spese «eccezionali» dovute ai terremoti e all'emergenza migranti. Il giudizio finale, tuttavia, è rimandato alla discussione fra i ministri finanziari dell'Eurozona e dell'Ue il 5 e 6 dicembre e al rapporto che lo stesso Esecutivo comunitario farà, entro una paio di mesi, sul rispetto della regola del debito. Resta il fatto che l'Italia è stata inserita nella lista dei paesi definiti «a rischio d'inadempienza», ovvero di non conformità con le regole del Patto di Stabilità.

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Bruxelles ha accolto le richieste del governo italiano
La sensazione è che Bruxelles abbia deciso di usare la «carota» invece del «bastone» in un momento particolarmente delicato della vita politica italiana e comunitaria. Presentando in conferenza stampa i pareri sui bilanci, il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha precisato che «una significativa parte della deviazione è legata ai costi associati al terremoto, all'attività sismica del paese, molto grave quest'anno, drammatica, e anche alla gestione dei flussi migratori. Lo terremo nel dovuto conto». Subito dopo, rispondendo alle domande della stampa, Moscovici ha sottolineato che da molti mesi è in corso un dialogo «costruttivo e positivo» nonché estremamente intenso con il governo italiano. Per questo il bilancio italiano non è stato respinto al mittente entro il primo novembre, come avrebbe potuto fare la Commissione esigendo un testo rivisto.

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Una deviazione da 5 miliardi di euro rispetto agli obiettivi
«Abbiamo voluto prendere in conto le spese legate ai fenomeni sismici, i terremoti che hanno colpito l'Italia, e si tratta di spese - ha sottolineato il commissario, sostenendo la tesi italiana - che hanno carattere durevole, bisogna esserne coscienti». Non solo le spese d'emergenza, dunque, che sono «una tantum», ma anche gli investimenti del Piano Casa e tutti quelli per la messa in sicurezza preventiva degli edifici e delle infrastrutture nelle zone sismiche, che richiedono finanziamenti sostenuti per anni. Tuttavia, ha ripetuto Moscovici, «le deviazioni sono minori, ma restano. E ciò spiega perché abbiamo considerato che l'Italia sta nella categoria dei paesi a rischio di non conformità, con rischio di deviazioni significative». Vale la pena ricordare che la deviazione dagli obiettivi di medio termine è dello 0,3% del Pil, che equivale a un buco da 5 miliardi di euro.

L'Eurogruppo e l'Ecofin decideranno dopo il referendum
L'Eurogruppo e l'Ecofin il 5 e 6 dicembre discuteranno il parere della Commissione, e poi ci sarà l'elaborazione del rapporto ex articolo 126.3 che dovrebbe arrivare entro in paio di mesi, secondo quanto ha annunciato, nella stessa conferenza stampa, il vicepresidente della Commissione per l'Euro, Valdis Dombrovskis. Rispondendo all'obiezione secondo cui si starebbe dando una interpretazione troppo «politica» del Patto di Stabilità, il commissario ha affermato: «Noi non diamo una lettura politica. Questa Commissione applica le regole, è guardiana del Patto di Stabilità, e non può derogare dalle sue regole». Ma alla domanda se l'esito del referendum del 4 dicembre possa influenzare il giudizio finale sul bilancio italiano, il commissario ha risposto in maniera sibillina: «Voglio ricordare che l'Eurogruppo e l'Ecofin esamineranno la questione il 5 e 6 dicembre e non prima del referendum».