1 maggio 2017
Aggiornato 06:00
La crisi dell'ex Seat Pagine Gialle

La crisi globale travolge anche Italiaonline

Le Pagine Gialle hanno accompagnato il secolo breve come quasi nessun altro oggetto. Ma oggi, che Seat PG non esiste più, anche nella nuova realtà si sta consumando una crisi durissima, fatta di licenziamenti e enormi player mondiali

TORINO - Le «Pagine Gialle» hanno accompagnato il secolo breve come quasi nessun altro oggetto. Su quella carta fina, dal colore inusuale, si cercava l’idraulico, il colorificio, la pizzeria, qualsiasi cosa e qualsiasi servizio. C’era tutto, racchiuso dentro riquadri contenenti loghi e disegni. Nata il 23 maggio 1923, la Seat deve la sua straordinaria fortuna alla pubblicazione dei primi elenchi telefonici in Italia. Nel 1996 viene privatizzata – faceva parte del Gruppo Iri – e così inizia il suo calvario che prosegue fino ai nostri giorni.

Da Seat PG a Italiaonline
Seat passa di proprietà in proprietà, accumulando debiti e ricapitalizzazioni, un concordato preventivo nel 2014, e un conversione del debito in azioni. Il 20 gennaio 2016 i consigli di amministrazione di Seat Pagine Gialle e Italiaonline hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Italiaonline in Seat PG, rinominata Italiaonline S.p.A.. L'operazione di fusione diviene operativa dal 20 giugno 2016. Dal sito di Italiaonline si può dedurre la struttura societaria: «La nuova Italiaonline è la società nata dalla fusione per incorporazione di Italiaonline S.p.A. in SEAT Pagine Gialle S.p.A., efficace dal 20 giugno 2016. È direttamente controllata dalla Libero Acquisition S.à.r.l. – società di diritto lussemburghese che fa capo alla famiglia Sawiris – e dai fondi GoldenTree Asset Management Lux S.à.r.l., GoldenTree SG Partners L.P., GT NM LP, San Bernardino County Employees’ Retirement Association, GL Europe Luxembourg S.à.r.l.». Il proprietario quindi è Naguib Sawiris, imprenditore egiziano molto noto e molto ricco, che ha sempre avuto una passione per il settore dei media italiano. Tentò perfino la scalata del gruppo Telecom, dopo aver venduto Wind, di cui aveva preso il possesso, ma con scarso successo.

Il sogno di Sawiri: diventare punto di riferimento nel mercato della pubblicità
In una intervista rilasciata ad Affaritaliani.it dichiarava: «La società nata dal merger è un assoluto campione del web. Non esiste nessun altro player simile che possa competere con la nuova Italiaonline. Il problema di Seat Pagine Gialle è stato che non si è adeguata in tempo alla trasformazione digitale che Internet richiede. E’ stata molto lenta nell’attuare il cambiamento. Visto che sulle piattaforme di Italiaonline abbiamo già venti milioni di persone collegate al nostro network, le sinergie che possiamo sviluppare sono immense». Annuncio, nemmeno troppo velato, che il gruppo stava andando incontro ad una ristrutturazione. Il cui obbiettivo è abbandonare e trasformare il settore cartaceo in digitale, il vecchio cuore degli affari di Seat Pagine Gialle, e trasformarlo in digitale: per diventare punto di riferimento nel mercato della pubblicità.

Cosa prevede la ristrutturazione
Ristrutturazione che alla fine è giunta: pesante. Settecento posti in bilico su mille e duecento, e nuove assunzioni, agevolate dai contributi statali, per cento unità denominate «nativi digitali». Oltre quattrocento lavoratori verrebbero messi in cassa integrazione a zero ore per due anni, e poco meno di trecento sarebbero destinati a una cig a rotazione. Un piano impegnativo a cui si oppongono le maestranze e il sindacato. La dirigenza di Italiaonline non ci sta e ribatte, sostenendo che i dipendenti del gruppo sono «oltre tremila», dato che si devono conteggiare anche coloro che lavorano in Moqu, Prontoseat e Consodata, nonché gli agenti monomandatari di Italiaonline S.p.A.. Le ragioni della ristrutturazione, secondo l’azienda, sono di carattere industriale: «Dobbiamo affrontare – spiega Andrea Fascetti, capo delle Risorse umane di Italiaonline – un piano di trasformazione da azienda editoriale su carta ad azienda digitale che richiede efficacia nei processi e continuità gestionale».

I sindacati: i risultati del gruppo sono positivi
Ma il sindacato sostiene che la situazione di crisi è da dimostrare, portando a riprova un comunicato stampa prodotto da Italiaonline in cui vengono evidenziati i risultati positivi del gruppo, tra cui un utile netto pari a 35,2 milioni di euro, e una posizione finanziaria netta pari a 111,6. La Cgil ammette come vi siano «esigenze riorganizzative», ma si oppone ad un trattativa che non lascia margine di speranza a centinaia di lavoratori. La trattativa, interrottasi, potrebbe riprendere in sede ministeriale. Anche se, apparentemente, il Ministero del lavoro vede non con sfavore il processo delineato dall’azienda.