4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Crisi greca ed evasione fiscale

In Grecia le banche vogliono tassare i prelievi bancomat

Le banche greche hanno chiesto al governo Tsipras di introdurre una tassa sui prelievi agli sportelli del bancomat per ridurre l'uso del contante e combattere la corruzione e l'evasione fiscale. Ma per i greci non sarà facile pagarla

Il premier greco, Alexis Tsipras. (© Giannis Papanikos | Shutterstock.com)

ATENE – Le banche greche vogliono introdurre una tassa sui prelievi agli sportelli del bancomat. L'obiettivo dichiarato è quello di limitare l'uso del contante per combattere l'evasione fiscale, che nel paese è una vera e propria piaga. E la proposta degli istituti di credito ellenici non sorprende più di tanto, perché in tutto il mondo è in atto una vera e propria guerra al contante. Ma per i greci non sarà facile mandar giù un'altra tassa, dopo anni di austerity e con un tasso di disoccupazione nazionale pari al 26,4%.

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Le banche greche chiedono una tassa sui prelievi bancomat
Le banche greche vogliono introdurre una tassa sul contante. Se la loro proposta verrà accolta dal governo Tsipras, i greci dovranno pagare per poter ritirare del denaro dagli sportelli bancomat del paese. Secondo quanto riporta Keep Talking Greece, i banchieri hanno motivato la loro impopolare richiesta spiegando che la tassa sui prelievi è uno strumento efficace contro la corruzione e l'evasione fiscale, perciò assesterebbe un duro colpo all'economia sommersa. La Grecia, infatti, è stritolata da episodi di corruzione ed evasione: basti pensare che, secondo quanto riporta l'ANSA, nel 2015 circa il 90% delle imprese greche evadeva le tasse.

Il 90% delle imprese greche evade il fisco
Per avere un'idea delle proporzioni del fenomeno, è inoltre utile ricordare che secondo il rapporto «Tax Evasion Across Indutries: Soft Credit Evidence from Greece», nel 2009 circa un terzo del disavanzo di bilancio del Paese veniva sottratto alle casse dello Stato dall'evasione fiscale. Limitare l'uso del contante significa combattere il fenomeno, ed è per questo che in tutto il mondo è in atto una vera e propria guerra ai contanti. Proprio nei giorni scorsi l'India ha imposto un divieto di circolazione per le banconote da 500 e 1000 rupie, le più utilizzate nel paese, per combattere la corruzione. Ma la misura ha scatenato una vera e propria protesta nazionale.

Cosa resta della popolazione greca tra tasse e riforme
Solo l'Italia sembra andare controcorrente (ricordiamo che il governo Renzi ha il tetto all'uso del contante). Se da un lato la ratio greca della tassa sui prelievi bancomat è condivisibile, dall'altro però non bisogna dimenticare che non sarà affatto facile per la popolazione ellenica – già duramente provata dalla crisi e dalle riforme - chinare il capo dinnanzi a una nuova tassa, dopo anni di austerity, con un tasso di disoccupazione pari al 26,4% e il 30% di possibilità di finire sotto la soglia di povertà. Le famiglie del ceto medio e di quello basso hanno visto aumentare il carico fiscale del 337%, perdendo circa l’86% del reddito disponibile prima delle riforme. I tagli salariali e la disoccupazione nazionale hanno inoltre determinato un drammatico peggioramento della salute dei cittadini: le malattie croniche sono aumentate del 26% e la mortalità infantile è cresciuta del 50%.