4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Referendum costituzionale

Referendum, Draghi: «La Bce ha gli strumenti per mantenere la stabilità»

Secondo il numero uno di Eurotower la crescita di Eurolandia è moderata, ma stabile. Da parte del governatore centrale non arriva nessun commento sul referendum perché l'obiettivo della Bce è (solo) la stabilità dei prezzi

(© Miqu77 | Shutterstock.com)

ROMA - Nell'area euro la ripresa economica, anche se modesta è robusta. «Stiamo crescendo e l'inflazione sta migliorando». E' quanto ha indicato il presidente della Bce, Mario Draghi, in una intervista al quotidiano spagnolo El Pais sottolineando che il Pil dell'Eurozona è "tornato ai livelli pre-crisi, anche se abbiamo impiegato sette anni e mezzo». Il governatore ha ricordato che negli ultimi 4 anni l'Europa ha creato 4 milioni di posti di lavoro e la disoccupazione è scesa dal 13 al 10%.

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La crescita di Eurolandia è moderata, ma stabile
L'economia dell'Eurozona continuerà ad espandersi a un tasso «moderato ma stabile, con un graduale miglioramento del mercato del lavoro». Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, intervenendo a un convegno a Madrid. Ma la produttività resta sottotono nell'Eurozona. Nel 1995, infatti, cresceva allo stesso tasso del resto del mondo, il 2%. «Ora invece è sotto lo 0,5%, dietro gli Stati Uniti, le altre economie avanzate e quelle emergenti", ha sottolineato il numero uno dell'Eurotower. Se questo rallentamento dovesse persiste, «ciò impatterà sulla nostra futura prosperità e avrà dirette conseguenze sulla condotta della politica monetaria e fiscale e sulla coesione dell'Eurozona», ha avvertito Draghi.

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Due vie per far crescere la produttività
Secondo il governatore centrale ci sono due strade per far crescere la produttività. La prima dipende dalla quantità di capitale disponibile per ogni lavoratore. «Investimenti crescenti sono dunque il fattore chiave per affrontare questa sfida in molte economie avanzate", ha detto Mario Draghi. La seconda dipende dall'uso efficiente delle risorse, che include cose quali innovazione e miglioramenti organizzativi. «Questa è un’area dove la performance dell'Eurozona è stata particolarmente debole», ha osservato il numero uno dell'Eurotower. Le riforme strutturali sono urgentemente necessarie per la crescita della produttività e per schiudere le potenzialità inutilizzate del lavoro, e dunque per evitare la stagnazione nel reddito procapite.

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La sfida demografica dell’Unione europea
«L'Eurozona dovrà affrontare nei prossimi decenni una significativa sfida demografica», ha proseguito Mario Draghi nel suo intervento a Madrid. Il problema riguarda da una parte l'invecchiamento della popolazione e dall'altra la difficoltà delle giovani generazioni a trovare un lavoro. Invertire il trend discendente nella crescita della produttività e migliorare il mercato del lavoro sono dei requisiti per affrontare questa sfida. «Senza sforzi concentrati sulle riforme strutturali, la crescita del reddito pro capite nell'Eurozona è destinata a stagnare o potrebbe anche scendere», ha avvertito il numero uno dell'Eurotower. Inoltre, il presidente della Bce riconosce che l'economia globale è alle prese con una «dominante incertezza politica».

Le incertezze politiche che minano la ripresa
Quest'anno abbiamo sofferto una moltitudine di incertezze: prima il rallentamento dell'economia cinese e la stagnazione del commercio mondiale, poi il referendum sulla Brexit e le elezioni negli Stati Uniti. Ora il referendum costituzionale in Italia e le elezioni in Austria. «La domanda chiave è quanto l'incertezza politica sta condizionando la ripresa economica», si chiede Draghi. Durante una successiva intervista che il governatore centrale ha rilasciato al settimanale spagnolo El Pais, ha detto in relazione all’imminente voto italiano sulla riforma costituzionale del governo Renzi di non poter commentare «futuri eventi politici». «Il nostro obiettivo è la stabilità dei prezzi - ha risposto Draghi - ed abbiamo gli strumenti per raggiungerlo».