4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Renzi replica a Dijsselbloem

Renzi, Dijsselbloem e la minaccia del veto al bilancio UE (in vista del referendum)

Il premier, Matteo Renzi, replica alle critiche che il presidente dell'Eurogruppo, Jeroem Dijsselbloem ha mosso contro le raccomandazioni della Commissione europea che andavano nella direzione di una manovra fiscale espansiva

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. (© Askanews)

ROMA – Matteo Renzi risponde a tono a Jeroem Dijsselbloem. Il premier italiano, nel pieno della campagna referendaria che deciderà il destino del suo governo, non si è lasciato scappare l’occasione di ribattere alle aspre critiche mosse dal presidente dell’Eurogruppo alle raccomandazioni della Commissione europea, che andavano nella direzione di una manovra fiscale espansiva per coadiuvare la ripresa.

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La replica di Renzi a Dijsselbloem
«Credo che Dijsselbloem non abbia grande consapevolezza di come vanno le cose in Italia», così il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha risposto al Tg2 alle critiche mosse dal presidente dell’Eurogruppo alle scelte della Commissione europea, che voleva intraprendere una manovra fiscale espansiva per coadiuvare la ripresa economica, chiedendo ai paesi in surplus di fare la loro parte. Dijsselbloem ha criticato duramente l’Esecutivo comunitario, ritenendo che non sia ancora giunto il momento di abbandonare l’austerity per una maggiore flessibilità. Secca la replica del premier nostrano, alle prese con una estenuante campagna referendaria dalla quale dipende anche il destino del suo governo.

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L’UE vuole i soldi degli italiani ma non rispetta gli impegni
«Ma il giorno dopo il referendum, se le cose andranno bene, chiederò al Parlamento di essere autorizzato a mettere il veto sul bilancio Ue se l'Europa non cambia politiche sui migranti», ha proseguito Renzi al Tg2. «Se l'Ue vuole i soldi italiani - ha insistito il premier - deve cominciare a rispettare gli impegni: che parlino di questo, i leader europei, anziché di cose che non conoscono. Sull'immigrazione bisogna voltare pagina». Renzi ha sottolineato che l'Italia mette 20 miliardi l'anno nelle tasche dell’UE e ne prende indietro solo 12, 8 miliardi. Le differenze vanno a Ungheria e Romania, perché non devono collaborare sulle questioni dell'immigrazione? «O ci danno una mano o noi non diamo i soldi», minaccia il premier. Con il referendum alle porte e l’elettorato sempre più antieuropeista, d'altronde, questo è il momento di fare la voce grossa con Bruxelles.

Perché il premier fa la voce grossa con Bruxelles
Torna alla mente anche l’episodio della bandiera comunitaria fatta sparire dallo studio di Palazzo Chigi qualche tempo fa. «Ero irritato su alcune questioni, per le questioni del terremoto. Mi aveva innervosito, è stato un gesto simbolico, ma non ho mancato di rispetto: non era un'iniziativa istituzionale», ha detto il presidente del Consiglio in un forum di Repubblica.it. «Poi - ha aggiunto - quando ho visto la confusione ho rimesso la bandiera e spiegato quali sono le mie idee sull'Ue, io sono un europeista convinto ma oggi l'Europa è quella per cui volevamo combattere? Per me no. Va cambiata».Secondo Renzi l'Europa così come è non funziona, perché «diamo un sacco di soldi all'Europa per le varie esigenze, ma quando abbiamo un problema noi si volta dall'altra parte». Per questo «in vista del prossimo Consiglio Ue del 15-16 dicembre, chiederò esplicita autorizzazione al Parlamento a mettere il veto sul prossimo bilancio comunitario se non ci sarà un cambio di passo sull'immigrazione». Non sappiamo se alle parole del premier seguiranno dei fatti concreti, ma di certo Matteo Renzi si sta giocando il tutto per tutto con la partita referendaria ed è alla disperata ricerca di consenso.