4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Accordo OPEC

Petrolio superstar, il prezzo del greggio prende il volo dopo l'accordo OPEC

I mercati festeggiano l’accordo OPEC che ha deciso il primo taglio della produzione di greggio degli ultimi 8 anni. La notizia è bullish. Ma non si sa se l'accordo verrà rinnovato tra sei mesi, come teoricamente previsto

Il prezzo del greggio vola dopo l'accordo OPEC. (© Shutterstock.com)

NEW YORK - I mercati festeggiano l'accordo siglato dall'OPEC. Le quotazioni del greggio sono in rialzo. Dopo otto anni questo è il primo taglio alla produzione di petrolio.

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I mercati festeggiano l’accordo OPEC
L'intesa rappresenta una vittoria per il cartello, che dal giugno 2014 ha visto precipitare i prezzi del barile (allora viaggiavano sui 100 dollari contro i circa 50 attuali, in ripresa dai 28 dollari di inizio 2016). Essa dimostra come l'Arabia Saudita - il leader di fatto dell'Opec - abbia saputo trovare un compromesso con l'Iran, il suo arcirivale a cui viene permesso di congelare la produzione solo quando raggiungerà i massimi del 2005 ossia prima che venissero imposte al paese le sanzioni occidentali. Le sanzioni sono state rimosse lo scorso gennaio con l'implementazione dello storico accordo sul nucleare.

La notizia è bullish
Libia e Nigeria, visto il loro stato di crisi, sono state esonerate mentre l'Indonesia ha chiesto una sospensione della sua membership, cosa che non condiziona la portata del taglio pari a 1,2 milioni di barili al giorno a quota 32,5 milioni di barili al giorno. «E’ un buon giorno per il mercato petrolifero», ha spiegato il ministro saudita dell'Energia, Khalid al-Falih, da Vienna, dove i signori dell’oro nero si sono riuniti. «L'accordo non solo rappresenta quello che volevamo ma anche quello che il mercato voleva», ha dichiarato il ministro che peraltro si era detto «ottimista» prima del vertice OPEC. Gli analisti sono d'accordo: la notizia è bullish, almeno nel breve termine. Il punto è che l'accordo deve essere implementato nel gennaio 2017 e che nel dicembre 2016 l'output potrebbe raggiungere nuovi livelli record.

L’accordo deve essere rinnovato tra sei mesi
Forse il mercato sceglierà di ignorarli scommettendo in una entrata in vigore dell'intesa senza la quale ne va di mezzo la reputazione dell'Opec. La forza dell'accordo inoltre dipenderà dal rispetto degli impegni assunti dai membri del cartello. L'Arabia Saudita - che si fa carico del maggiore taglio, pari a 486.000 barili al giorno - e altri Paesi del Golfo storicamente hanno rispettato i tagli decisi ma altri no. E la tentazione potrebbe esserci anche questa volta, almeno per alcuni, specialmente se i prezzi resteranno bassi. Dubbi del mercato su questo fronte potrebbero tornare a pesare sulle quotazioni. Un altro fattore da considerare: l'accordo di sei mesi verrà o no rinnovato di altri sei mesi come teoricamente previsto? Lo si scoprirà solo il 25 maggio prossimo, quando è previso un altro incontro dell'Opec. Va tenuta poi presente l'incognita Russia, che il cartello incontrerà a Doha (Qatar) il 9 dicembre prossimo. Mosca sembra disposta a tagliare 300.000 barili al giorno dei 600.000 previsti in totale dai Paesi che dell'Opec non fanno parte. Ma solo gradualmente.