23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Accordo OPEC

Petrolio, sabato si riuniscono al tavolo di Vienna i big dell'oro nero

Slitta a sabato 10 il vertice con i paesi non OPEC che si terrà a Vienna per concordare il loro contributo al taglio dell'offerta di greggio deciso lo scorso 20 novembre. Il grande assente sarà il Brasile, ma intanto prosegue l'impennata dell'oro nero

ROMA – Slitta di un giorno, a sabato 10 dicembre, la riunione tra l'Opec e i paesi esportatori che non aderiscono al cartello, per concordare la partecipazione alla stretta appena varata sulla produzione del greggio. Nel frattempo continua l'impennata dell'oro nero, cominciata subito dopo l'accordo del 30 novembre.

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Slitta a sabato il vertice con i paesi non OPEC
Slitta di un giorno, a sabato 10 dicembre, la riunione tra l'Opec e i Paesi esportatori che non aderiscono al cartello, Russia in primis, per concordare a livello tecnico l'ammontare della loro partecipazione alla stretta all'offerta appena varata. L'incontro si svolgerà a Vienna, con la presenza del ministro dell'Energia russo Alexander Novak, secondo quanto ha annunciato il suo stesso dicastero. Lo scorso 30 novembre, i Paesi dell'Opec hanno deciso un taglio da 1,2 milioni di barili al giorno, che dovrebbe scattare da gennaio e punta a ridurre l'eccesso di offerta che da anni zavorra i prezzi del greggio.

Il grande assente sarà il Brasile
Sarà la prima volta che paesi Opec e paesi non Opec prenderanno una decisione congiunta e vincolante per amministrare l’offerta. Il vertice di sabato segue di appena dieci giorni quello in cui l'Opec ha raggiunto l'accordo per il primo taglio alla produzione da 8 anni a questa parte. Tra gli invitati alla prossima riunione ci sono la Russia, il Messico, l’Azerbaijan, il Kazakhstan, il Bahrein, la Bolivia, il Brunei, l'Egitto, la Colombia, il Congo, Trinidad e Tobago, il Turkmenistan, l'Uzbekistan e l’Oman. Mosca ha promesso di sacrificare 300mila barili al giorno, che da soli rappresentano già la metà dell’obiettivo dei tagli non Opec.

L'impennata dell'oro nero
Il grande assente, invece, sarà il Brasile perché che ha già detto chiaramente di essere contrario a qualsiasi riduzione della sua offerta di greggio. L'impegno dei paesi OPEC, tuttavia è ancora tutto da verificare. Come pure il rinnovo dell'accordo che dovrebbe avvenire tra sei mesi. Per ora si tratta solo di parole e verba volant. Ma è bastata la notizia dell'accordo a rilanciare il prezzo del petrolio. Basti pensare che il Brent (il greggio di riferimento del mare del Nord) ieri ha sfondato al rialzo la soglia dei 55 dollari al barile e non accadeva da almeno da 16 mesi. Il West Texas Intermediate ha guadagnato invece 47 cents raggiungendo quota 52,15 dollari. L'impennata dell'oro nero è scattata subito dopo l'accordo dell'Opec.