23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Eni stravince in Egitto

Eni punta sulla strategia «dual exploration» e vende a Rosneft una quota del 30% di Zohr

Dopo aver ceduto il 10% a BP, Eni vende anche il 30% della concessione di Shorouk, dove si trova il giacimento di Zohr, a Rosneft. Nelle casse del Cane a sei zampe entreranno 1.125 milioni di dollari e il rimborso degli investimenti già effettutati

ROMA – Eni fa il bis. Dopo aver ceduto il 10% della concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, dove si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr, agli inglesi di BP, ora il cane a sei zampe replica lo schema con i russi di Rosneft, ai quali vende il 30% della stessa concessione.

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Dopo il 10% a BP, Eni vende il 30% a Rosneft
Eni fa il bis. E stavolta con i russi. Dopo la cessione del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, dove si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr, a Bp avvenuta lo scorso novembre, ora il Cane a sei zampe vende anche il 30% a Rosneft. Eni, attraverso la sua controllata Ieoc, detiene attualmente una quota di partecipazione nel blocco del 90% (85% se si considera anche l'opzione) dopo la recente cessione di un primo 10% a BP, in fase di completamento. L'accordo con i russi prevede inoltre un ulteriore acquisto del 5% alle medesime condizioni che farebbe scendere ancora la quota di Eni.

La strategia di dual exploration di Eni
Le condizioni concordate prevedono un corrispettivo di 1.125 milioni di dollari e il rimborso pro quota da parte di Rosneft degli investimenti già effettuati, pari a oggi a circa 450 milioni di dollari. Questa operazione conferma la validità della strategia di dual exploration di Eni che consiste nel perseguire, in contemporanea al rapido sviluppo delle riserve scoperte, la loro parziale diluizione al fine di anticipare la monetizzazione del loro valore. Con questa transazione gli incassi complessivi realizzati negli ultimi quattro anni in applicazione del 'dual exploration model' saranno pari a circa 6,3 miliardi di dollari.

Zohr è il più grande giacimento di gas naturale nel Mediterraneo
Il completamento della transazione annunciata è subordinato al rispetto di alcune condizioni standard, tra cui tutte le autorizzazioni necessarie da parte delle autorità egiziane. Il giacimento di Zohr è stato scoperto da Eni nell'agosto del 2015 ed è il più grande giacimento di gas naturale mai rinvenuto nel Mediterraneo, con un potenziale complessivo a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto. A febbraio 2016 era stato completato l'iter autorizzativo per lo sviluppo del giacimento, mentre il primo gas è previsto entro la fine del 2017. Eni è presente in Egitto dal 1954 dove opera attraverso IEOC Production BV. La produzione equity nel 2015 è stata di circa 200.000 barili di olio equivalente al giorno.