23 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Produzione in crescita per Eni

Eni firma l'accordo con Sonatrach e porta a casa un record storico

Il Cane a sei zampe ha raggiunto un record storico. Nel 2017 produrrà 1 milione e 840mila barili al giorno. Secondo i dati forniti dall'Ad Claudio Descalzi, in meno di tre anni, la produzione è cresciuta del 15%

ROMA - Produzione in crescita per l'Eni. Nel 2017 raggiungerà 1 milione 840 mila barili al giorno, il massimo storico per il gruppo petrolifero. E' quanto ha sottolineato l'ad Claudio Descalzi, illustrando alla comunità finanziaria internazionale a New York evoluzione, risultati e prospettive della strategia di trasformazione avviata nel 2014.

Produzione in crescita per Eni
I progetti avviati da Eni nel biennio 2016-2017, uniti a Kashagan e Goliat, produrranno a regime oltre 500 mila barili al giorno e genereranno un cash flow operativo complessivo di oltre 4 miliardi di euro nel 2018 in uno scenario di prezzi del petrolio pari a 60$ al barile. E' quanto ha indicato l'Ad dell'Eni Claudio Descalzi alla comunità finanziaria internazionale a New York. Inoltre, la riduzione complessiva raggiunta da Eni nel livello dei propri costi tecnici e la rapidità dello sviluppo dei progetti hanno consentito alla società di abbattere del 40% il breakeven del proprio portafoglio progetti negli ultimi 3 anni, portandolo da 45$ a 27$ al barile.

Record storico per il Cane a sei zampe
Malgrado la riduzione del Capex in ambito upstream, che proseguirà anche il prossimo anno, Eni continuerà a crescere, raggiungendo nel 2017 un livello produttivo pari a 1 milione 840 mila barili di olio equivalente al giorno, un record storico per la società. Il Cane a sei zampe grazie al proprio dual exploration model, elemento strutturale della strategia che consente di generare cassa e valore anticipati dalle attività esplorative, dal 2013 ha ottenuto 5,4 miliardi di euro, riducendo nel contempo investimenti ed esposizione finanziaria.

Il processo di ristrutturazione dei business mid-downstream
Il processo di trasformazione e ristrutturazione avviato nel 2014 e gli sforzi compiuti nel perseguire la strategia hanno consentito a Eni di abbattere in meno di 3 anni il proprio livello di cash neutrality dai 127 dollari al barile del 2013 ai 50 dollari al barile di oggi. E questo risultato, unito alla crescita della produzione del 15% negli ultimi 3 anni e agli effetti del processo di ristrutturazione dei business mid-downstream, hanno permesso alla società di mantenere nel periodo 2014-2016 il medesimo livello di cash flow (34 miliardi di euro) registrato nel periodo 2011-2013 (37 miliardi di euro), malgrado il crollo del prezzo del petrolio del 50% e l'assenza del contributo di Snam, che era pari a circa 2 miliardi di euro.

L'accordo tra Eni e Sonatrach sulle forniture di gas
Inoltre, Eni e la società algerina Sonatrach hanno appena raggiunto un accordo sulle forniture di gas per l'anno termico 2016/2017, secondo «termini commerciali in linea con le condizioni del mercato rilevante». Questo accordo, raggiunto nell'ambito del Framework Agreement firmato da Eni e Sonatrach il 25 novembre 2016, dimostra la forte cooperazione in essere tra le due società e rafforza la partnership tra le parti, si legge nella nota. L'intesa riguarda quasi il 20% del gas importato in Italia e «rappresenta un ulteriore passo nell'attività di rinegoziazione da parte di Eni nei contratti di fornitura gas di lungo termine».