28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Crisi Mps

Mps, e se il «peccato originale» fosse di Consob e Bankitalia?

Al via il processo milanese contro gli ex vertici della banca più antica del mondo. Sul banco degli imputati ci sono 13 ex manger del Monte Paschi Siena e due banche: Nomura e Deutsche Bank

MILANO - Bankitalia e Consob non possono essere parti civili nel processo che prende il via oggi a Milano a carico degli ex vertici di Rocca Salimbeni perché «è loro il peccato originale del disastro di Mps». E' la richiesta che alcuni avvocati dei risparmiatori si apprestano a presentare ai giudici della seconda sezione penale di Milano, titolari del processo a carico dell'ex presidente Giuseppe Mussari e di altre 12 persone, tra cui diversi ex manager del Monte.

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Oggi si apre a Milano il processo contro gli ex vertici di Mps
Secondo molti risparmiatori, Bankitalia e Consob sarebbero co-responsabili dei disastri della banca più antica del mondo. Paolo Emilio Falaschi, legale senese che rappresenta un'ottantina di risparmiatori, ha annunciato che chiederà al Tribunale l'esclusione dalle parti civili di Bankitalia e Consob perché, quando autorizzarono l'acquisto di Antonveneta da parte di Mps, sapevano che il prezzo non sarebbe stato di 9 miliardi ma che sarebbe lievitato per la restituzione agli olandesi di Antonveneta di un prezzo iniziale di 7,5 miliardi lievitato poi a 17 miliardi.

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I manager indagati del Monte Paschi Siena
Perciò, ha concluso il legale, «è loro il peccato originale del disastro di Mps. E non lo dico io ma una relazione della Guardia di Finanza». Il processo milanese vede sul banco degli imputati 13 persone: 5 ex top manager di Rocca Salimbeni (l'ex presidente Giuseppe Mussari, l'ex direttore generale Antonio Vigni, l'ex responsabile area finanza Gianluca Baldassarri, l'ex direttore finanziario Daniele Pirondini e l'ex responsabile Alm Marco Di Santo), 6 ex dirigenti della filiale londinese di Deutsche Bank (Ivor Dunbar, Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi, Matteo Vaghi e Marco Veroni) e due ex manager di Nomura (l'ex ceo Sadeq Sayeed e l'ex responsabile vendite per l'Europa e il Medio Oriente Raffaele Ricci).

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Le operazioni nel mirino dei magistrati
Le accuse contestate a vario titolo dai pm Mauro Clerici, Giordano Baggio e Stefano Civardi sono falso in bilancio, aggiotaggio, ostacolo all'autorità di vigilanza di Consob e Bankitalia e falso in prospetto. Nel mirino dei magistrati milanesi sono finite alcune operazioni finanziare realizzate nel quinquennio compreso tra il 2008 e il 2012: i derivati "Santorini" e "Alexandria", il prestito ibrido "Fresh" e l'operazione di cartolarizzazione immobiliare "Chianti Classico" che avrebbero provocato alle casse di Rocca Salimbeni «un danno patrimoniale di grave entità».

Le banche sotto processo: Nomura e Deutsche Bank
Sotto processo anche due banche: la giapponese Nomura e la tedesca Deutsche Bank, imputate ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dipendenti. Banca Mps è invece uscita dal procedimento attraverso il patteggiamento della pena. Per ottenerlo, l'istituto di credito senese ha pagato una sanzione pecuniaria da 600 mila euro e si è vista confiscare 10 milioni di euro, somma che secondo l'accusa corrisponde al «profitto del reato» commesso dai suoi ex manager.