28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Crisi Mps

Mps a passo spedito verso l'intervento dello Stato (e il bail in)

Nella giornata del Cda e della votazione, alla Camera, del decreto salva-risparmio del governo, tutti gli occhi sono puntati sul Monte Paschi Siena. E' la settimana decisiva per il suo destino

Monte Paschi Siena. (© Giuseppe Cacace | Afp.com)

SIENA – Prosegue la via Crucis del Monte Paschi Siena. Questa settimana sarà decisiva per il destino della banca più antica del mondo. Ma in attesa di conoscere i risultati dell'operazione di conversione dei bond subordinati in azioni il titolo è stato nuovamente sospeso a Piazza Affari, dopo aver lasciato sul terreno il 18% del suo valore.

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Occhi puntati sul titolo Mps
Le Borse europee ieri hanno chiuso ai massimi da un anno, ma oggi tutti gli occhi sono puntati sul titolo senese. Nel pomeriggio si riunisce il Cda del Monte Paschi Siena presieduto dal presidente Alessandro Falciai e dall'ad Marco Morelli. Il board della banca più antica più antica del mondo dovrà fare il punto sulla situazione dell'istituto, nella settimana in cui ne verrà deciso definitivamente il destino. E' l'ultimo giorno, infatti, per aderire all'operazione di conversione dei bond subordinati in azioni. E nel caso in cui il mercato non abbia reagito positivamente, per salvare Mps sarà necessario l'intervento dello Stato.

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Oggi la Camera vota il decreto salva-risparmio
Nel frattempo, il titolo di Mps affonda a Piazza Affari. Ha lasciato sul terreno il 18% del suo valore ed è stato sospeso due volte per eccesso di ribasso. Il mercato appare scettico sulla riuscita dell'operazione di conversione dei bond subordinati in azioni della banca. Al momento hanno aderito solo una parte dei 42mila piccoli risparmiatori che possiedono le obbligazioni subordinate, per un ammontare di circa 2,1 miliardi di euro. E gli altri hanno tempo solo fino alle 14 per aderire. Nella giornata di oggi si svolgerà alla Camera anche la votazione sul decreto salva-risparmio, l'ombrello da 20 miliardi di euro da destinare al sostegno del sistema bancario.

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A passo spedito verso il bail in
E' molto probabile che la via Crucis del Monte Paschi Siena si concluda con la nazionalizzazione dell'istituto. Ma dalla banca rendono noto nel secondo supplemento al documento di offerta che in relazione «a indiscrezioni di stampa sull'intervento dello Stato nell'aumento di capitale» di Mps «alla data del presente supplemento non vi è alcuna certezza che lo Stato intervenga e, ove intervenga, non vi è certezza circa le modalità di tale intervento e dell'importo». Lo Stato potrebbe intervenire anche attraverso aiuti di stato sulla base delle disposizioni della Commissione europea, ma prima di «concedere a una banca qualsiasi tipo di aiuto statale alla ristrutturazione dovrebbero, di norma, essere esaurite tutte le misure che generano capitale, tra cui la conversione delle passività della banca (cosiddetta Burden sharing o condivisione degli oneri)». In parola povere, sarà probabilmente necessario passare per il bail in. E per i risparmiatori italiani non sarà facile ingoiare quest'(altra) pillola decisamente amara.