30 marzo 2017
Aggiornato 02:30
Shale Oil Usa

Petrolio, perché gli effetti dell'accordo OPEC rischiano di svanire nel nulla

Nonostante gli scambi ridotti delle festività natalizie, non si arresta l'impennata dell'oro nero. Dall'accordo OPEC il prezzo del greggio non ha fatto che salire. Ma quanto durerà?

Il prezzo del greggio continua a salire. (© Shutterstock.com)

ROMA – All'inizio della seduta di oggi il prezzo del petrolio era sostanzialmente stabile - il Wti era quotato a 53,06 dollari (+0,08%), mentre il barile di Brent a 55,80 usd (-0,18%) -, ma nel corso della giornata si sono via via confermate le aspettative rialziste degli analisti finanziari che prevedono un aumento considerevole del prezzo del greggio nei prossimi mesi fino ai 60 dollari al barile. Questa previsione potrebbe però compromettere la riuscita dell'accordo OPEC raggiunto di recente.

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Continua l'impennata dell'oro nero
Non si arresta l'impennata del prezzo del greggio. Anche nella giornata di oggi l'oro nero ha mantenuto il segno più. All'inizio della seduta il prezzo del petrolio era sostanzialmente stabile - il Wti era quotato a 53,06 dollari (+0,08%), mentre il barile di Brent a 55,80 usd (-0,18%) -, ma poi ha portato a casa un rialzo dello 0,32%. Nonostante gli scambi finanziari siano piuttosto deboli a causa della scarsa attività riconducibile alle festività natalizie, col trascorrere dei giorni si vanno via via confermando le aspettative rialziste degli analisti finanziari che prevedono un aumento considerevole del prezzo del greggio nei prossimi mesi.

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La riduzione dell'offerta dopo l'accordo OPEC
Dopo il raggiungimento dell'accordo OPEC, l'impennata dell'oro nero non ha conosciuto tregua e potrebbe raggiungere presto i 60 dollari al barile. Secondo Goldman Sachs potrebbe addirittura superare questa cifra nei primi sei mesi del 2017. Vale la pena ricordare che con l'accordo in essere l'Opec si è impegnata a realizzare un taglio di 1,2 milioni di barili a partire dal gennaio. Mentre i produttori non allineati hanno accettato di contribuire aggiungendo una stretta per ulteriori 558 mila barili. La Russia ha garantito che ridurrà la produzione di 300mila barili, che da soli rappresentano la metà dell'offerta dei paesi non OPEC.

Perché i produttori americani potrebbero tornare sul mercato
Da allora, per la legge della domanda e dell'offerta, il prezzo del greggio ha iniziato a risalire. Ma questo effetto collaterale potrebbe indurre anche i produttori americani dello shale, che erano usciti dal mercato nei mesi scorsi, a fare dietrofront. Il prezzo troppo basso del petrolio, infatti, aveva reso diseconomiche le loro produzioni e li aveva costretti ad abbandonare lo scacchiere del greggio. La risalita del prezzo dell'oro nero potrebbe riportarli dov'erano, il che farebbe nuovamente aumentare l'offerta sul mercato greggio vanificando gli effetti dell'accordo OPEC appena raggiunto. I delicatissimi ingranaggi del mercato del petrolio potrebbero incepparsi di nuovo.