24 aprile 2017
Aggiornato 23:00
Crisi Mps

Mps, Padoan attacca la Bce: «I criteri della Vigilanza sono opachi»

Il diktat della Bce sull'aumento di capitale del Monte Paschi Siena non è piaciuto né ai banchieri italiani né al ministro dell'Economia, che ha replicato duramente alla missiva di Francoforte

ROMA – La Bce ha deciso che per l'aumento di capitale del Monte Paschi Siena non basteranno 5 miliardi di euro, ma ne serviranno ben 8,8 miliardi. Significa che lo Stato italiano dovrà sborsare (molto) più del previsto per salvare la banca più antica del mondo: almeno 6,5 miliardi di euro.

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Le critiche di Padoan al diktat della Bce
Il diktat della Bce sull'aumento di capitale del Monte Paschi Siena non è piaciuto né ai banchieri italiani né al ministro dell'Economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan. L'istituto di Francoforte avrebbe dovuto fornire «qualche informazione in più sui criteri con i quali si è arrivati a questa valutazione» sulla richiesta di un aumento di capitale da 8,8 miliardi (invece dei 5 miliardi di euro che erano in ballo) per Mps perché «la mancanza di informazione si traduce in opacità e le cose opache inducono a interpretazioni quasi sempre sbagliate». E' quanto ha sottolineato il ministro dell'Economia intervistato nel corso di un forum del Sole 24 Ore.

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La replica del ministro a Francoforte
Le critiche alle modalità di comunicazione adottate dalla Bce non sono mancate.«Conoscere i criteri della valutazione della vigilanza è utile perché può dare indicazioni anche per gli altri istituti e per le altre Autorità», ha aggiunto il ministro dell'Economia e ha sottolineato che la spiegazione consentirebbe anche alle altre banche di capire il modo giusto di porsi quando si rivolgono alla Bce per un aumento di capitale, per fusioni e acquisizioni o in occasione di qualunque altra operazione che richiede la sua approvazione. Per questo, secondo Padoan, oltre alla lettera - di cinque righe e tre numeri - sarebbe stata utile qualche spiegazione.

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L'Ue cerca più il conflitto del bene comune
Soprattutto in un’Europa in cui «a volte si ha la sensazione che si cerchi un po’ il conflitto piuttosto che il bene comune». La Bce ha mostrato di avere un atteggiamento «molto rigido sia in termini di tempi sia in termini di valutazione del rischi». Inoltre, secondo il numero uno del Mef, se è vero che serve capitale per poter pulire i bilanci dalle sofferenze in eccesso, il valore di realizzo delle sofferenze non è mai «zero». Perciò «il problema delle sofferenze si elimina anche con altri strumenti, e l'Italia ne ha messi in campo svariati». In questo senso, secondo il Ministro, il fabbisogno di capitale andrebbe determinato in una prospettiva di lungo termine.

Mps diventerà una banca ipercapitalizzata
In parole povere, secondo Padoan, le richieste di capitale della Bce porteranno il Monte dei Paschi a essere una banca «iper-capitalizzata»: dal punto di vista della stabilità è una buona notizia, ma da quello dell’efficienza del capitale «andrà valutato nel piano strategico di medio termine come gestire questa transizione». Per quanto riguarda invece la governance di Mps dopo l'operazione di ricapitalizzazione, Padoan riconosce che «nel momento in cui cambierà in modo importante la proprietà ci sarà una valutazione anche sulla composizione del consiglio» e assicura il «rispetto» di «tutte le istanze che arrivano dai mercati", ma precisa altresì che la posizione dell'attuale a.d. Morelli «non è in discussione».