24 aprile 2017
Aggiornato 23:00
Pressing di Bankitalia

Good bank, Ubi maior minor cessat

Ubi Banca, il terzo istituto di credito del paese, è a un passo dall'acquisizione delle tre good bank nate dalla risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti. Ma restano dei nodi irrisolti

BERGAMO – Ubi Banca è a un passo dalle good bank. La firma di Victor Massiah sulla proposta vincolante di acquisto di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti potrebbe arrivare a giorni. Anche si fa sempre più stringente il pressing di Bankitalia, che vorrebbe veder conclusa la partita entro San Silvestro, sull'istituto bergamasco.

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Ubi è a un passo dalle good bank
Le nozze tra Ubi Banca e le tre good bank dovrebbero essere imminenti. L'amministrazione delegato dell'istituto bergamasco, Victor Massiah, potrebbe firmare la proposta vincolante di acquisto nei prossimi giorni. Ma per la riuscita dell'operazione bisogna attendere prima la «pulizia di bilancio» di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti per mano del Fondo Atlante, che dovrebbe alleggerire il ventre dei tre istituti dal pesante fardello di una cospicua parte dei loro crediti deteriorati. Un passaggio propedeutico all'acquisizione delle tre banche «ripulite» da parte di Ubi.

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La vendita dei crediti deteriorati al Fondo Atlante
Domani si riuniranno i cda dei tre istituti risolti con il decreto salva-banche del novembre 2015 proprio per deliberare la vendita di questo pacchetto di crediti deteriorati al Fondo Atlante. Anche l'Unione europea ha concesso il suo benestare per l'imminente acquisizione di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti da parte di Ubi, la terza banca italiana. E Bankitalia freme di veder finalmente conclusa la difficile partita. Il suo pressing sull'istituto bergamasco si è fatto più stringente, anche perché dell'operazione si parla ormai da mesi e avrebbe già dovuto essere conclusa entro Natale. Ora la deadline è quella del 31 dicembre e la Banca d'Italia non sembra disposta a concedere altro tempo dopo la mezzanotte di San Silvestro.

I nodi da sciogliere prima delle «nozze»
Non mancano, però, alcuni nodi da sciogliere. Oltre alla vendita dei crediti deteriorati c'è la questione dei – numerosi - contenziosi aperti con la clientela e quella degli esuberi del personale. Non ultima, infine, la ricapitalizzazione degli istituti. Ubi Banca, da parte sua, ha chiesto precise garanzie. Innanzitutto vuole che sia il Fondo di risoluzione a intervenire per quanto riguarda la ricapitalizzazione. Mentre per quanto riguarda i contenziosi, Massiah rifiuta categoricamente la possibilità di prenderseli in carico ed è sua intenzione lasciarli sulle spalle delle banche risolte. I sindacati, invece, premono affinché venga tutelata l'occupazione sul territorio. Conosceremo nei prossimi giorni il risultato dell'operazione tra Ubi e le tre good bank, nel frattempo, però, il titolo bergamasco sta pagando il prezzo dell'incertezza disegnando una candela giornaliera ribassista su Piazza Affari.