1 maggio 2017
Aggiornato 06:00
'I problemi non si risolvono tagliando personale'

Alitalia, Calenda: gestita male, le colpe non ricadano sui lavoratori

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha dichiarato che la situazione di Alitalia indica che l'azienda è stata gestita male, e che le conseguenze di ciò non dovrebbero ricadere sui lavoratori

Alitalia (© Insectworld / Shutterstock.com)

ROMA - «La situazione di Alitalia indica che l'azienda è stata gestita male». E' quanto ha affermato il ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, dai microfoni di Radio Anch'io rispondendo alle domande sulla situazione della compagnia. «Alitalia è un'azienda totalmente privata - ha detto - con problemi evidenti di gestione» e non è accettabile che una gestione negativa ricada sui lavoratori. «Noi abbiamo detto che non si può parlare di esuberi prima di conoscere il piano industriale. Se si pensa che il problema si risolve solo tagliando il personale significa che è un'azienda che non funziona».

Verso lo sciopero
Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno annunciato in una nota nelle scorse ore che avvieranno le procedure formali per la proclamazione di uno sciopero a febbario. Le sigle hanno denunciato «l'assenza di un confronto sostenibile e credibile sul piano industriale di rilancio della compagnia, atteso da oltre 6 mesi, ed in presenza di atti unilaterali nei confronti del lavoro, in violazione del contratto e degli accordi»«Il perdurare di una situazione fragile sotto il profilo finanziario e industriale - aggiungono - non può vedere eluso il confronto con le organizzazioni sindacali che si dichiarano disponibili sin da ora ad un percorso serio che riguardi sia il piano industriale e sia l'apertura del Tavolo per il rinnovo del Ccnl scaduto il 31 dicembre scorso».

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Non devono essere i lavoratori a pagare
«Condividendo le perplessità dichiarate dai rappresentanti del Governo sull'incontro avuto con i vertici Alitalia, riguardanti il fatto che non devono essere i lavoratori a pagare per primi alcune inefficienze anche del management o delle scelte manageriali - concludono -, è per noi ineludibile che il confronto con il Governo prosegua coinvolgendo anche le scriventi organizzazioni, alla luce altresì dello sciopero proclamato per tutto il settore del trasporto aereo il prossimo 20 gennaio».

Urgente l'incontro con il Governo
I sindacati hanno anche chiesto «un urgentissimo incontro al fine di valutare ogni utile possibile decisione", «alla luce delle ragioni alla base dello sciopero generale del settore del trasporto aereo previsto per il 20 gennaio e per le ragioni intervenute in questi giorni con le crisi aperte e la grave situazione di Alitalia». «Pur avendo alcune novità positive in merito alle decisioni del Fondo di solidarietà del settore - scrivono unitariamente le quattro Federazioni dei Trasporti - la maggior parte delle delibere attese sul biennio e non solo, non sono state ancora approvate. In queste settimane, inoltre, si sono susseguite molte crisi aziendali che hanno pesantemente aggravato le problematiche sia del fondo che del trasporto aereo. Le stesse notizie emerse dopo l'incontro con il Governo, e con il conseguente rinvio della presentazione del Piano Industriale alle organizzazioni sindacali, - scrivono infine Filt, Fit, Uilt e Ugl TA - hanno generato ulteriore tensione sia tra i lavoratori coinvolti di Alitalia che del settore».