1 maggio 2017
Aggiornato 06:00
Possibile conflitto d'interessi

Sulla nuova Strategia Energetica nazionale il ministro Calenda fa decidere la finanza (a spese dei cittadini)

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha affidato la stesura della nuova Strategia energetica nazionale a uno studio di consulenza privato quotato in Borsa, il Boston Consulting group, pagato direttamente da Terna e Snam

ROMA – E' bufera sulla nuova Strategia Energetica nazionale (SEN) e sulla decisione del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, di affidarne la stesura a uno studio di consulenza privato quotato in Borsa, il Boston Consulting group. A pagare potrebbero essere come sempre i cittadini italiani.

Calenda affida la SEN al Boston Consulting group
L'energia è senza dubbio la partita sulla quale l'Italia si gioca più che altrove il suo futuro. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva annunciato lo scorso anno la stesura della nuova Strategia Energetica nazionale, alla luce dei nuovi obiettivi-clima fissati dall'Unione europea e soprattutto dell'interesse del paese che ha bisogno urgentemente di un Piano energetico degno di questo nome. Il ministro aveva promesso anche che il percorso per definire la nuova SEN sarebbe stato «trasparente, amplissimo e partecipato», ma a distanza di pochi mesi ha deciso di affidare la programmazione energetica dello Stivale allo studio di consulenza privato quotato in Borsa Boston Consulting group.

Un possibile conflitto d'interessi per Terna e Snam
La brutta notizia è che si tratterà di una consulenza molto costosa e a pagare, probabilmente, saranno ancora una volta i cittadini italiani. Vale la pena sottolineare che il governo avrebbe potuto affidare lo stesso compito a fior di esperti di enti e agenzie come Enea, Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Gse (Gestore dei Servizi Energetici) con il medesimo risultato e senza spreco di risorse pubbliche. E invece no. Calenda ha scelto proprio uno studio di consulenza privato. Ma non uno qualsiasi. Quello pagato direttamente dalle società private Terna e Snam, cioè le società che gestiranno le infrastrutture. Si palesa così all'orizzonte un possibile conflitto di interessi. Perché Terna e Snam pagano per uno studio che riguarderà il loro stesso futuro.

La denuncia del Movimento 5 stelle contro il governo
La denuncia arriva dal blog di Beppe Grillo, che in un articolo firmato Movimento 5 stelle definisce «un pasticcio tutto italiano» la controversa vicenda. Secondo gli esponenti grillini si tratta di una «strategia studiata apposta per arricchire i soliti noti», giacché il Boston Consulting group, Terna e Snam sono tutte società quotate sul mercato. Per questo il M5S ha presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato (a prima firma Andrea Vallascas e Gianni Girotto) per capire chi pagherà esattamente questi studi e con quali soldi. Il rischio è che il costo di questa dispendiosa consulenza venga spalmato sulle prossime bollette energetiche dei cittadini italiani. Vale anche la pena ricordare che Snam e Terna sono SpA di proprietà per un terzo di Cassa depositi e prestiti e il Pd meno di 30 mesi fa ha trasferito un terzo di quest'ultima al colosso cinese pubblico State Grid Corporation of China.