29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Eni alla riscossa

Eni è tra le 100 aziende più sostenibili del mondo

Il Cane a sei zampe è tra le 100 aziende più sostenibili del mondo grazie al suo impegno nella ricerca, nello sviluppo sostenibile e nella gestione responsabile del suo business

DAVOS - Eni è stata confermata nell'indice Global 100 Most Sustainable Corporations in the World. Il Cane a sei zampe è tra le 100 aziende più sostenibili del mondo. L'annuncio è stato dato durante il World Economic Forum di Davos e la società lo ha reso noto mediante un comunicato.

Eni è tra le 100 aziende più sostenibili del mondo
L'indice, lanciato nel 2005 da Corporate Knights, società canadese di informazione finanziaria, media e ricerca dedicata a quantificare e divulgare i drivers del capitalismo «sostenibile», elegge ogni anno le 100 aziende più sostenibili tra le più grandi società al mondo. Corporate Knights analizza le compagnie con una capitalizzazione superiore a 2 miliardi di dollari secondo 14 KPI (Key Performance Indicator), sulla base di dati pubblici e seguendo una metodologia trasparente. I KPI riguardano la gestione delle risorse, dei dipendenti e delle finanze, i fornitori e le emissioni inquinanti.

Ricerca, sviluppo sostenibile e gestione responsabile del business
Questo risultato conferma ancora una volta l'attenzione che Eni rivolge costantemente allo sviluppo sostenibile e alla gestione responsabile del proprio business. Peraltro, come noi del Diariodelweb avevamo già avuto modo di sottolineare, il Cane a sei zampe è molto impegnato anche nella ricerca. Recentemente ha infatti rafforzato la collaborazione già in essere con il Massachusetts Institute of Technology (Mit). L'accordo prevede la partecipazione di Eni ad alcuni dei Low-Carbon Energy Center promossi dal Mit Energy Initiative, iniziativa di cui Eni è membro fondatore.

La collaborazione con il Mit
In particolare Eni collaborerà allo sviluppo di alcune tecnologie chiave per contrastare il cambiamento climatico come l'energia solare e la Carbon Capture Use and Sequestration. Nel frattempo, il Cane a sei zampe sta ottenendo buoni risultati anche nella scoperta di nuovi giacimenti. Dopo la scoperta del gigantesco giacimento di gas Zohr in Egitto, pochi giorni fa Eni ha annunciato anche la scoperta di un nuovo pozzo di olio e gas in Norvegia. Ora si è aggiudicata tre licenze del ministero norvegese del Petrolio e dell'Energia nell'ambito dell'Apa 2016 - Awards in Pre-Defined Areas.

L'investimento nella piattaforma norvegese
Con queste assegnazioni, Eni è ora operatore della licenza PL900 nel Mare di Barents, con una quota del 90% in joint venture con Concedo, che detiene il rimanente 10%. Nella licenza PL901 nel Mare di Barents, Eni è partner con una quota del 30%, mentre Statoil è operatore con il 50% e Concedo ha il 20%. Inoltre, Eni è partner nella licenza PL128E, con una quota dell'11,5%, mentre Statoil è operatore con il 63,95% e Petoro ha il rimanente 24,55%. L'ottenimento di queste licenze conferma la strategia a lungo termine di Eni e l'impegno nell'esplorazione della piattaforma continentale norvegese.