29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Biennale al 10%

Quel dramma chiamato Grecia: a rischio default, ma con l'opzione Grexit

Secondo il Fondo monetario internazionale, il debito greco è insostenibile nel lungo periodo ed è necessario un nuovo consolidamento. I mercati temono il peggio e torna il fantasma della Grexit

Dentro e fuoir la Grecia torna l'incubo Grexit. (© Thelefty | Shutterstock.com)

ATENE - Torna ad affacciarsi lo spettro della Grexit. E il primo effetto è il nervosismo sui mercati finanziari che alimenta la fuga dagli asset greci, considerati sempre più rischiosi. In particolare, sono sotto pressione i bond governativi a breve termine il cui rendimento del titolo a due anni è schizzato in poco tempo a quasi il 10% . Il tasso di interesse sulla scadenza a due anni è superiore al rendimento del decennale che si attesta al 7,80%. I mercati, dunque, temono sviluppi negativi nelle relazioni tra Atene e Bruxelles.

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Il debito pubblico greco è insostenibile
«Il debito pubblico greco è altamente insostenibile». L'alert arriva ancora una volta dal Fondo monetario internazionale che, in un rapporto discusso a Washington, ha sottolineato la necessità di intervenire con un taglio «sostanziale» del debito per evitare il peggio. Il board del Fmi nella riunione di ieri lo ha definito – senza mezzi termini -«esplosivo» nel lungo termine e la maggioranza dei direttori operativi dell'istituto di Washington crede che, a fronte degli enormi sacrifici fatti dalla Grecia e dell'enorme supporto garantito dai partner europei, serva un ulteriore intervento per assicurare la sostenibilità del debito pubblico ateniese.

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Torna il fantasma della Grexit
Ancora una volta, però, il quadro è reso incerto e fosco dalle divisioni all'interno dei rappresentanti dei creditori. Se il Fmi, infatti, sarebbe favorevole a un nuovo consolidamento del debito di Atene per assicurarne la sostenibilità, lo stesso non si può dire dell'intransigente Germania. Il riemergere delle tensioni sulla Grecia riflette lo stallo nelle trattative tra il governo Tsipras e la Troika e alimenta le tensioni sui mercati facendo tornare in auge lo spettro della Grexit. Non si tratta di un fantasma, ma di una possibilità concreta. Soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni della cancelliera tedesca, che ha rispolverato l'idea di un'Europa a due velocità.

Senza un taglio del debito, l'economia greca collasserà
La Grecia potrebbe cogliere l'occasione propizia per uscire dall'euro e costringere l'Unione europea a cambiare lo status quo. D'altronde i numeri parlano chiaro: la Grecia non ha speranze di uscire dalla spirale della crescita esponenziale del suo debito pubblico. Il Fmi calcola che nel 2020 dovrebbe arrivare al 170% del Pil per poi scendere al 164% nel 2022, ed esplodere nel 2060 raggiungendo il 275% del Prodotto interno lordo. Per non parlare degli interessi sul debito, che nel 2040 potrebbero arrivare al 33% del Pil. La morale del report di Washington è chiara: se non si interviene al più presto con un taglio del debito, l'economia greca è destinata al collasso entro i prossimi trent'anni. I mercati lo hanno già capito e si stanno preparando al peggio.