23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Dati OMT 2016

Franceschini, il turismo e quel supplizio di Tantalo che è la rovina d'Italia

L'Italia è vittima di un paradosso che stritola il suo potenziale. E' dotata di un'autentica miniera d'oro, il turismo, che potrebbe fare da volano alla crescita economica nazionale. Ma si ostina a restare il fanalino di coda dell'Europa

Il ministro del Turismo, Dario Franeschini. (© Ettore Ferrari | Ansa.it)

ROMA – L'Italia è la meta turistica più desiderata del mondo ed è anche il primo paese per numero di siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Lo Stivale può contare su una superficie relativamente piccola, ma estremamente ricca di storia, arte, cultura, biodiversità. Il suo patrimonio artistico e naturalistico è impressionante e per questo il turismo potrebbe occupare tranquillamente il posto di prima industria del paese trainando la ripresa economica nazionale. Ma siamo molto, molto lontani dall'obiettivo. Pur disponendo di un'autentica miniera d'oro, il Belpaese è oggi il fanalino di coda dell'Europa. Perché?

Il paradosso che stritola la crescita economica
L'Italia è la meta più desiderata del mondo. Ciononostante, nella graduatoria 2015 dell'Organizzazione mondiale del turismo, si conferma solo al 5° posto per gli arrivi e al 7° posto per gli introiti. Prima di noi svettano la Francia, gli Stati Uniti d'America, la Spagna e la Cina per quanto riguarda i flussi turistici in entrata e siamo superati perfino dalla Thailandia e dal Regno Uniti per quanto riguarda gli incassi. Un dato allarmante, se si pensa che il Belpaese non ha proprio nulla da invidiare né ai nostri cugini d'Oltralpe né a quelli spagnoli. Anzi. Se pensiamo all'immenso patrimonio artistico, culturale e naturalistico dello Stivale piuttosto ci sembra vero il contrario. Ma c'è di peggio.

Flussi turistici in aumento, ma non in Italia
Secondo gli ultimi dati dell'OMT, il 2015 è stato un anno particolarmente favorevole per il turismo mondiale, che è cresciuto del 4,6% rispetto al 2014 (gli arrivi internazionali sono aumentati di 52 milioni di unità). Ma la tendenza positiva in atto non vale per lo Stivale, che fa eccezione rispetto agli altri paesi. I flussi turistici stranieri in entrata da noi sono diminuiti nel primo semestre del 2016 del 3,3%. E' il sintomo evidente di una malattia cronica che si avvia lentamente, ma inesorabilmente, verso il parossismo. Se il governo non decide, finalmente, di invertire la rotta. Il Belpaese può contare su un'autentica miniera d'oro capace di trainare la ripresa e la crescita nazionale, ma si ostina a restare il fanalino di coda di Eurolandia (sarà l'unico paese comunitario il cui Pil crescerà meno dell'1% nel 2017). Perché non riesce a valorizzare quella che potrebbe e dovrebbe essere la prima industria dello Stivale?

Troppi investimenti a fondo perduto
La risposta ce la fornisce Mattia Fantinati, che fa riferimento a una «serie di ministri che hanno solo scaldato la poltrona sperperando soldi pubblici». Un flop dopo l'altro senza soluzione di continuità. Tanto a pagare sono i cittadini, non i ministri. No? Fantinati sottolinea sul blog di Beppe Grillo che anche l'attuale ministro del MIBACT (antipatico acronimo che sta per «Ministero dei Beni Culturali e del Turismo»), Dario Franceschini, non si è distinto dai suoi predecessori. Dopo aver abbandonato e chiuso in un cassetto sia il piano strategico «Turismo 2020» - partorito solo nel 2013 con grandi speranze – e il «Piano per la digitalizzazione» (TLAB), ha pensato bene di ricominciare daccapo chiedendo una costosa (costosissima) consulenza da 1,5 milioni di euro a Invitalia (naturalmente pagata con soldi pubblici) per realizzare il nuovo (?) «Piano Strategico del Turismo».

Esperti di turismo o di scilipotismo?
Vale la pena sottolineare che uno dei principali sponsor è stata Dorina Bianchi, che ha ricoperto e ricopre l'incarico di sottosegretario al MIBACT sia nel precedente governo Renzi che nell'attuale governo Gentiloni. La Bianchi, oltre ad essere evidentemente una grande esperta di turismo (vista la sua laurea in Medicina e Chirurgia e la professione di neuroradiologo presto abbandonata per dedicarsi alla politica a tempo pieno), è soprattutto un'esperta di partiti: visto che ne ha cambiati 7 in 10 anni. E senza problemi di nessuna sorta ha migrato - con coerenza d'ideali ammirevole (si fa per dire) – dal centrosinistra al centrodestra. Dopo una breve permanenza nel Centro Cristiano Democratico, nel quale ha esordito, è passata alla Margherita, poi al Partito Democratico, quindi all'Unione di Centro, poi al Popolo della Libertà e infine è approdata al Nuovo Centrodestra.

Franceschini, se ci sei batti un colpo
Ma il problema del MIBACT non è, evidentemente (solo) Dorina Bianchi. Basti pensare che molteplici iniziative per promuovere il turismo italiano sono state autentici fallimenti annunciati. Come l'iniziativa bellezza@governo.it, per la quale erano stati stanziati dal governo 150 milioni di euro. Non si sa che fine abbia fatto (e stessa sorte è toccata ai soldi). Poi c'è Verybello.it: il portale costato circa 35mila euro e che avrebbe dovuto sponsorizzare le bellezze d'Italia. Ma è tutt'ora offline. A fronte di tanti flop, invece, il ministro Dario Franceschini ha comunque trovato il tempo di «sistemare» la moglie in Sorgente Group, una Fondazione piuttosto famosa che lavora spesso a stretto contatto con il MIBACT (il ministero dello stesso Franceschini). Ma non sarebbe ora di prendere seriamente in mano il futuro del paese investendo sulla sua risorsa più preziosa, il turismo? Attendiamo una risposta dal ministro Franceschini. Nel frattempo, l'Italia continuerà a gemere come Tantalo, figura della mitologia greca condannata per volere degli dei dell'Olimpo a soffrire in eterno la fame e la sete pur avendo a portata di mano cibo e acqua.