26 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Grandi manovre per Mps

Mps si prepara a cedere in blocco 27,7 miliardi di sofferenze

Marco Morelli è al lavoro sul nuovo business plan della banca più antica del mondo e forse intende premere sull'acceleratore per smaltire i 27,7 miliardi di non performing loans in pancia all'istituto senese

Monte Paschi Siena. (© Giuseppe Cacace| Afp.com)

SIENA – Grandi manovre in Monte Paschi Siena. Mentre l'amministratore delegato Marco Morelli sta lavorando al nuovo business plan della banca più antica del mondo, i grandi fondi internazionali specializzati in non performing loan iniziano ad interessarsi del mega-portafoglio di sofferenze nella pancia dell'istituto senese.

Leggi anche: "Decreto banche, così il governo salva Mps (e i grandi debitori insolventi del paese)"

Una zavorra da 27,7 miliardi di sofferenze
Nel ventre di Mps giacciono 27,7 miliardi lordi di sofferenze bancarie. Una cifra monstre di cui la banca senese si deve liberare il prima possibile. Probabilmente è per questo che l'amministratore delegato Marco Morelli intende spingere sull'acceleratore e tra le novità del business plan 2017 dell'istituto di credito più antico del mondo ci sarebbe anche la cessione in blocco di tutta la zavorra finanziaria del Monte Paschi Siena, il mega portafoglio di crediti deteriorati, per ripulire a stretto giro i bilanci compromessi della banca, come sottolinea Il Sole 24 Ore. Secondo il piano dello scorso anno la cessione delle sofferenze avrebbe dovuto svolgersi sotto la regia del fondo Atlante e attraverso una maxi-cartolarizzazione.

Leggi anche: "Mps e le altre: alla fine i debiti di De Benedetti li paghiamo noi"

Morelli preme sull'acceleratore
L'accelerazione perseguita da Morelli guarda, invece, ai grandi fondi internazionali che possono acquistare in blocco il pacchetto delle sofferenze. Magari in più tranche. Secondo alcuni rumors, nelle scorse settimane al dossier del Monte Paschi Siena e al suo pacchetto di sofferenze si sarebbero interessati Cerberus, Fortress, Pimco, Apollo e Lonestar. Vale la pena sottolineare che la scelta di cedere in blocco 27,7 miliardi di non performing loan è la strada più veloce, ma anche la più svantaggiosa dal punto di vista economico perché può darsi che Mps sia costretta ad accontentarsi delle briciole che i grandi fondi internazionali metteranno sul piatto per aggiudicarsi il bottino e in questo caso le perdite per l'istituto senese sarebbero consistenti. Quanto alle tempistiche, il dossier Mps dovrebbe entrare nel vivo entro l'estate. Ma prima bisognerà ottenere il via libera di Bruxelles.

Leggi anche: "Mps farà la fine di Comit, emblema del disfacimento del sistema bancario nazionale?"

Il nuovo piano industriale e il nodo degli esuberi
Il nuovo piano industriale della banca senese dovrà essere approvato dalla Direzione Concorrenza dell'Unione europea in contemporanea con la maxi ricapitalizzazione precauzionale di Stato da 8,8 miliardi di euro. Si ricordi, infatti, che l'Ue ha alzato l'asticella dell'aumento di capitale del Monte Paschi Siena, portandola da 5 miliardi di euro a 8,8. Resta aperto, invece, il nodo degli esuberi dei dipendenti. Mentre la Procura di Siena ha chiesto l'archiviazione per la morte di David Rossi – considerata un suicidio – e la Procura di Milano è ancora al lavoro con la perizia tecnica sui derivati dell'istituto per conoscere l'impatto che le operazioni Nomura e Alexandria hanno avuto sui bilanci di Mps, si sa per certo che i sindacati hanno firmato un accordo in base al quale almeno 600 dipendenti lasceranno la banca entro aprile 2017. Ma per tornare competitiva il Monte Paschi Siena dovrà lasciarne a casa almeno altri 2mila nei prossimi mesi.