30 marzo 2017
Aggiornato 02:30
Crisi Alitalia

Alitalia, prosegue il braccio di ferro azienda-sindacati

Dopo la mediazione del governo Gentiloni, Alitalia ha convocato i sindacati per questo pomeriggio. Ma i rappresentanti dei lavoratori daranno forfait. E' confermato lo sciopero di domani 23 febbraio

Prosegue il braccio di ferro tra Alitalia e i sindacati. (© Insectworld | Shutterstock.com)

ROMA – Prosegue il braccio di ferro tra Alitalia e i sindacati. Ieri il governo aveva cercare di mediare tra le parti chiedendo alla ex compagnia di bandiera di fare un passo indietro rinunciando all'applicazione unilaterale del Regolamento aziendale a partire dal primo marzo. L'azienda ha risposto convocando per oggi alle 16,30 i rappresentanti dei lavoratori, ma questi hanno deciso di non presentarsi all'incontro.

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Alitalia convoca i sindacati
Alitalia ha convocato per oggi alle 16,30 i sindacati. Ma i rappresentanti dei lavoratori non andranno al tavolo indetto da Assaereo per discutere con l'azienda del rinnovo del contratto. Secondo i sindacati «non ci sono le condizioni» per arrivare a un'intesa che possa evitare lo sciopero di domani del settore del trasporto aereo. Il governo aveva chiesto alla ex compagnia di bandiera di rinunciare all'applicazione unilaterale del Regolamento aziendale a partire dal primo marzo. Alitalia, però, non ha reso note le sue intenzione scoraggiando le trattative con i sindacati.

La risposta dei lavoratori
Il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo in merito alla convocazione per il rinnovo del Ccnl da parte di Assaereo ha nettamente smentito che possano esserci trattative in corso con il vettore, spiegando che «la discussione sul contratto va fatta senza ultimatum e senza ricatti».E' stato così confermato, invece, lo sciopero di domani, 23 febbraio, dalle 14 alle 18, del settore del trasporto aereo che riguarda Alitalia, le aziende di gestione aeroportuale e di handling, il personale di terra compagnie aeree straniere.

Lo sciopero del 23 febbraio
Lo sciopero è stato proclamato per protestare contro la situazione di crisi di Alitalia con l'assenza di un piano industriale e la volontà, ancora in atto, di passare dal contratto nazionale ad un regolamento aziendale che rappresenta «un fatto senza precedenti e di una gravità assoluta». Cortillo, parlando a nome della sua categoria, chiede che l'Inps rispetti quanto le leggi prevedono per il fondo di solidarietà del settore. «Troppe lungaggini e troppi ostacoli impediscono ai lavoratori licenziati di avere gli ammortizzatori previsti. È inammissibile - conclude il sindacalista - che per incapacità e ritardi dell'Inps molti lavoratori siano privi di alcun ammortizzatore integrativo». Nel frattempo, continua l'emorragia contabile di Alitalia. Per quest’anno è prevista una perdita di gestione superiore a 600 milioni di euro.