26 aprile 2017
Aggiornato 15:30
+43% import pomodoro cinese

Made in Italy a rischio, Italia invasa da pomodori cinesi

Il simbolo del Made in Italy gastronomico, il concentrato di pomodoro, è a rischio. Un prodotto cinese sta invadendo i mercati globali e, oltre a danneggiare l'economia italiana, mette a rischio la salute dei consumatori

ROMA – Le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina sono aumentate del 680% e hanno raggiunto quota 70 milioni di chili nel 2015. Una cifra monstre che mette i brividi e che ha spinto la Coldiretti a lanciare un vero e proprio allarme.

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Il simbolo del Made in Italy è a rischio
Il prodotto simbolo della dieta mediterranea è a rischio. Il concentrato di pomodoro, ingrediente imprescindibile della tradizione culinaria italiana, che conosciamo oggi potrebbe presto essere completamente sostituito dal suo surrogato made in China. Solo l'anno scorso, sono stati importati da Pechino oltre 100 milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese (+43%). In pratica si tratta del 20% della produzione nazionale. La Coldiretti denuncia sul suo sito che negli ultimi anni le importazioni sono cresciute del 680% secondo i dati diffusi in questi giorni dall'Istat. La tendenza in atto è preoccupante. Per almeno due ragioni.

Il concentrato di pomodoro cinese invade i mercati globali
La prima è di natura economica. Il prodotto cinese sta soppiantando quello made in Italy, causando una riduzione dell'export italiano e di conseguenza, danneggiando la nostra bilancia commerciale e quindi l'economia nazionale. A rischio, oggi, c'è uno dei settori simbolo della cultura italiana nel mondo. Dalla Cina, infatti, si sta assistendo ad un crescendo di navi che trasportano in giro per i cinque continenti quintali di concentrato di pomodoro cinese spacciandolo per italiano, perché sulla confezione viene indicato il luogo di confezionamento del prodotto e non quello di coltivazione. Il trucchetto è semplice: i pomodori vengono coltivati in Cina e il concentrato viene lavorato in quel di Pechino, ma poi viene confezionato in Italia da aziende cinesi e spacciato per italiano. Danneggiando il Made in Italy.

E' a rischio la salute di tutti i consumatori
Poi c'è una seconda ragione. E in questo caso non è a rischio solo l'economia italiana. Ma la salute di tutti i consumatori. La Cina – come riferisce la Coldiretti - ha iniziato la coltivazione di pomodoro per l’industria nel 1990 e oggi, dopo aver superato l’Unione Europea, è il secondo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti. Ma il Dragone, si sa, ha qualche problemino con il rispetto delle regole internazionali che dovrebbero tutelare la salute dei consumatori. La Coldiretti sottolinea, infatti, che nel 2015 Pechino ha conquistato il primato mondiale per il numero di notifiche per prodotti alimentari «irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea». Secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti, su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa ben 386 (13%) hanno riguardato la Cina.