30 marzo 2017
Aggiornato 02:30
Intesa-Generali

Intesa Sanpaolo, Messina su Generali: «Non abbiamo fatto nessun passo indietro»

L'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, è volato a New York e ha spiegato cosa è successo sulla partita con Generali

NEW YORK - Nessun «passo indietro» di Intesa SanPaolo su Generali. Da New York, dove è impegnato in una due giorni di road show, l'amministratore delegato della banca, Carlo Messina, ha spiegato cosa è successo su quella partita: «Abbiamo analizzato un dossier e deciso che non poteva essere coerente con i paletti che usiamo quando facciamo le valutazioni per fare le acquisizioni cioè rispettare una posizione di capitale neutrale e creare valore per i nostri azionisti, non per quelli dell'altra società».

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Nessun passo indietro di Intesa su Generali
Incontrando la stampa italiana a margine della Financial Services Gala Dinner, evento della Foreign Policy Association che lo ha premiato con il Corporate Social Responsibility Award, Messina ha continuato dicendo che gli azionisti «hanno lasciato all'a.d. la fiducia nel decidere se era interesse della banca portare avanti l'operazione o no». Nel caso di Generali, «ho valutato che non ci fossero i presupposti per creare valore per gli azionisti di Intesa Sanpaolo».

L'approccio "trasparente" di Messina
E gli investitori internazionali hanno, secondo lui, apprezzato «l'approccio trasparente» e il focus proprio sulla creazione di valore. Questo lo ha detto personalmente anche Larry Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock, il più grande money manager al mondo che della banca italiana è il secondo maggiore azionista con una quota del 5% circa. Invitandolo a salire sul palco dell'evento di ieri sera, Fink si è detto «onorato di chiamare Carlo un amico».

Messina: Il nostro potenziale è fortissimo
Messina ha anche spiegato che la «priorità principale» per Intesa Sanpaolo è la crescita interna. Anche perché «il tempo che si deve dedicare ai dossier di crescita esogena distoglie talmente l'attenzione dell'amministratore delegato che la mia priorità numero uno è lavorare sulla crescita interna di questo gruppo il cui potenziale è fortissimo", ha sottolineato. Secondo Messina, con il potenziale interno c'è la possibilità di generare nei prossimi anni gli stessi utili che possono derivare da una grossissima acquisizione.

Il nodo Mps e delle due banche venete
L'ad è fiducioso che così facendo il suo istituto di credito possa diventare «un player ancora più forte rispetto a quello che siamo oggi». In tema di consolidamenti, «ce ne saranno altri, ma ormai la maggior parte si è realizzata». Per il prossimo anno o due non ci saranno grosse operazioni sul fronte del consolidamento bancario in Italia, secondo l'ad, e Messina reputa «importante vedere come l'intervento pubblico garantirà al Monte dei Paschi di Siena e alle due banche venete di potere garantire condizioni di stabilità in Italia».