26 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Good bank

Banche, e Renzi rilancia sulla commissione d'inchiesta. Ecco perché

L'ex premier è tornato a chiedere a gran voce che il Parlamento approvi in fretta la commissione d'inchiesta sulle banche italiane. Secondo Matteo Renzi «la trasparenza è un concetto irrinunciabile»

ROMA – L'ex premier, Matteo Renzi, rilancia sulla commissione d'inchiesta per le banche italiane e lo fa dalle colonne del Sole 24 Ore. Ma le motivazioni che sono dietro il suo gesto e le sue parole potrebbero essere molto diverse da quelle che sembrano.

Renzi e la commissione d'inchiesta
Matteo Renzi chiede con rinnovato slancio mediatico che il Parlamento approvi «finalmente» la commissione d'inchiesta sulle banche e lo fa rivendicando il fatto di «non avere scheletri nell'armadio» da nascondere. L'ex premier è intervenuto sulle colonne de Il Sole 24 Ore sostenendo che «il mondo del credito dovrà cambiare ancora e la rivoluzione digitale trasformerà il modello di business, lo sappiamo. Ma questa sfida va giocata a viso aperto» e «noi lo possiamo fare perché non abbiamo scheletri nell'armadio, anzi: aspettiamo con curiosità che il Parlamento approvi finalmente la commissione di inchiesta sulle banche».

Le responsabilità degli «altri»
Per l'ex presidente del Consiglio sarà «interessante andare a capire le vere responsabilità, a tutti i livelli istituzionali e politici: i dodici mesi che ci separano dalla fine della legislatura consentiranno un lavoro serio e sistematico, ne sono certo». Quindi è arrivato l'affondo verso terzi: «Per me, per noi, la parola trasparenza è un concetto irrinunciabile. Spero lo sia anche per tutti gli altri partiti e soggetti coinvolti». Già, perché l'accorato appello del premier per l'approvazione della commissione d'inchiesta sulle banche italiane sembra più la velata – neanche troppo in verità - «minaccia» di un regolamento di conti interno al Partito democratico che un invito alla trasparenza sulle spinose vicende finanziarie del paese.

La resa dei conti
In particolare, le parole di Renzi potrebbero essere rivolte a Massimo D'Alema, visto per l'ex premier sarà altrettanto «interessante discutere della Banca 121 o di Antonveneta». Di certo c'è che la commissione parlamentare d'inchiesta il governo Renzi avrebbe potuto benissimo realizzarla nel corso della sua Legislatura, visto che negli ultimi anni è stata invocata a gran voce da quasi tutti i deputati e senatori del Parlamento. Invece l'Esecutivo renziano ha preferito soprassedere. Salvo tornare alla carica proprio ora, probabilmente per propaganda elettorale tanto quanto per la necessità di sfidare la minoranza del Pd alla resa dei conti. E qui non si tratta solo di quelli delle dissestate banche italiane.