23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Draghi e il QE

Bce, tassi fermi e barra dritta sul Qe per tutto il 2017

L'intervento del governatore centrale Mario Draghi al Consiglio direttivo ha sciolto ogni riserva sul futuro del quantitative easing, che andrà avanti per tutto il 2017. Poi inizierà il tapering.

Il governatore della Bce, Mario Draghi. (© ANSA)

ROMA - Avanti tutta con il QE. Nonostante il ritorno dell'inflazione. Tutto confermato alla Bce, sia sul costo del danaro, che resta inchiodato ai minimi storici, sia sul massiccio piano di stimoli all'economia, basato su acquisti di titoli di stato che proseguiranno almeno per tutto il 2017. Il presidente Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo ha sciolto ogni riserva.

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L'intervento di Draghi al Consiglio direttivo della BCE
Magari si è trattato di un direttorio più dibattuto dei precedenti, visto che stavolta le decisioni sono state prese in maniera «abbastanza consensuale», secondo il governatore centrale. Sul tavolo c'era innanzitutto da fare un punto sulla situazione dell'economia e sulla recente forte accelerazione dell'inflazione. Anche perché, formalmente, gli stimoli della Bce servono a favorire una risalita del caro vita a livelli ritenuti accettabili. E proprio nei giorni scorsi sono state diffuse le previsioni aggiornate su crescita e prezzi dei tecnici delle istituzioni che in entrambi i casi hanno operato discrete revisioni al rialzo.

Il QE andrà avanti per tutto il 2017
Ora sul Pil è atteso un più 1,8 per cento sul 2017, più 1,7 per cento sul 2018 mentre sul 2019 è confermata la stima di un più 1,6%. Per l'inflazione ora i tecnici della Bce stimano 1,7 per cento sul 2017, 1,6 per cento nel 2018 e 1,7 per cento nel 2019. Draghi tuttavia ha voluto mettere enfasi sul fatto che queste previsioni si basano sul presupposto che le misure in atto, specialmente gli stimoli, vengano pienamente attuate. Quindi il programma di acquisti di titoli andrà avanti al ritmo di 60 miliardi al mese fino a dicembre.

L'Ue marcia verso il tapering
Poi si vedrà, ma alcuni mesi fa il presidente aveva anticipato che difficilmente il QE si interromperà bruscamente. L'ipotesi che resta in campo è quindi quella del «tapering», la progressiva riduzione dello stimolo. Ma per ora la Bce non ha rimosso nemmeno dal tavolo l'ipotesi contraria, ovvero quella di un potenziamento degli acquisti o di un abbassamento dei tassi in caso di scenari che improvvisamente subissero virate particolarmente negative e inattese. «Ci siamo tenuti dei margini di flessibilità», ha detto Draghi che al tempo stesso ha ammesso che questo gene di scenario oggi è meno probabile.

La risposta di Draghi a Marine Le Pen
La Bce sente meno pressante il rischio deflazionistico e per questo, ha voluto rimarcare, ha rimosso dal Comunicato del Consiglio la possibilità di far ricorso a ulteriori strumenti di intervento. Intanto dalle indagini sul clima di fiducia giungono segnali che fanno pensare ad una ripresa economica che sta guadagnando slancio. Draghi poi è stato chiamato in causa nuovamente sugli intenti di abbandono della valuta unica espressi da alcuni movimenti politici, tra cui la candidata alle presidenziali in Francia di estrema destra Marine Le Pen. «L'euro è irrevocabile», ha ribadito il capo della Bce, aggiungendo che la maggior parte dei cittadini dell'area valutaria vuole mantenere la moneta condivisa. Piuttosto bisogna rilanciare il processo di riforme, fiacco nel 2016 e lavorare affinché i bilanci pubblici siano più favorevoli possibile alla crescita.