23 aprile 2017
Aggiornato 14:00
Stretta in arrivo negli Usa

La Fed prepara il rialzo dei tassi e Trump ammorbidisce i toni con Yellen

Secondo gli analisti durante la riunione della Federal Reserve che si svolgerà mercoledì verrà annunciato un rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale. La Yellen è sotto i riflettori e Goldman Sachs prevede almeno tre aumenti nel 2017

NEW YORK - Wall Street attende trepidamente il verdetto della Fed. La riunione della Federal Reserve di mercoledì, infatti, è particolarmente importante per i mercati e per gli investitori. La banca centrale americana è chiamata a decidere se alzare o meno il costo del denaro per la prima volta nel 2017  e se dare un'accelerata ai successivi incrementi.

E' imminente l'aumento di un quarto di punto
Per gli analisti, un aumento di un quarto di punto rispetto all'attuale range tra 0,50 e 0,75%, livello a cui era stato portato lo scorso dicembre, con l'unico rialzo del 2016 dopo quello storico del 2015, è molto probabile, alla luce dei progressi dell'economia americana, che vede il mercato del lavoro avvicinarsi alla massima occupazione e l'inflazione riportarsi verso i target considerati ottimali, ovvero attorno al 2%.

Il mercato del lavoro statunitense migliora ancora
La presidente Janet Yellen, che parlerà al termine della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed, dovrà chiarire come l'istituto intenda procedere, annunicando quanti aumenti sono previsti nel corso dell'anno: durante le ultime riunioni sono stati ipotizzati fino a tre giri di vite, ma potrebbero anche essere di più. L'aspettativa in questo senso, ovvero su un più rapido processo di normalizzazione del costo del denaro, si è fatta più pressante dopo il rapporto sull'occupazione di febbraio, pubblicato il 10 marzo e nettamente migliore delle previsioni.

La Casa Bianca ha ammorbidito i toni verso la Fed
I trader, in precedenza scettici, ritengono che la Fed sarà in grado di alzare i tassi tre volte nel 2017, se non addirittura quattro. Alla luce di dati macroeconomici incoraggianti, resta da capire anche quanto incideranno sulle scelte della Fed le pressioni del presidente americano Donald Trump, che non ha risparmiato critiche a Yellen, accusandola di volere tenere i tassi bassi per dare lustro all'eredità di Barack Obama. Va detto che la Casa Bianca di recente ha ammorbidito i toni. Durante un'intervista, Gary Cohn, ex top manager di Goldman Sachs e ora consigliere economico di Trump come numero uno del National Economic Council, ha detto che «la Fed sta facendo un buon lavoro».

Goldman Sachs prevede almeno tre rialzi nel 2017
Dal canto suo, l'istituto guidato da Janet Yellen non ha ancora incorporato nelle proprie stime le possibili ricadute della politica della nuova amministrazione, in particolare per quanto riguarda le questioni fiscali e il budget, dal momento che non esiste ancora un piano approvato e i contorni delle riforme promesse da Trump restano ancora nel vago. Considerazioni politiche a parte, gli analisti hanno preso nota degli ultimi dati macroeconomici e hanno aggiustato di conseguenza le proprie previsioni. Goldman Sachs, per esempio, ora attende un aumento dei tassi questa settimana, un altro a giugno e uno a settembre, mentre in precedenza aveva parlato di marzo, settembre e dicembre.

Il dot-plot è l'argomento più caldo di Wall Street
La Fed stessa lo scorso dicembre aveva ipotizzato tre strette nel corso del 2017. Dando per scontata quella di marzo, l'attenzione degli investitori si sposta ora sul passo con cui la Banca centrale americana continuerà a normalizzare la sua politica monetaria. Il cosiddetto «dot-plot», la tabella con le stime sugli aumenti, diventerà l'argomento più caldo a Wall Street dopo il probabile rialzo del costo del denaro di 25 punti base allo 0,75-1%. Per ritrovare tassi americani all'1% bisogna tornare a ottobre 2008, in piena crisi finanziaria e due mesi prima che fossero portati praticamente a zero. Eric Rosengren, governatore della Fed di Boston, ha detto che quest'anno ci potrebbero essere più di tre strette. Altri colleghi potrebbero iniziare a pensarla come lui, specialmente se l'econonia migliorerà ulteriormente e l'inflazione continuerà a salire.