30 marzo 2017
Aggiornato 02:30
Attacco al made in Italy

Etichetta a semaforo sul cibo? La truffa delle multinazionali è servita (e colpirà a morte il made in Italy)

L'etichetta a semaforo sul cibo è stata introdotta nel Regno Unito nel 2013 e ora le Big Food vorrebbero estenderla a tutto il mercato europeo. Ma le informazioni in essa contenute sono parziali, distorte e ingannevoli per i consumatori

Le Big Food vogliono introdurre l'etichetta a semaforo sugli alimenti. (© Ciro Fusco | Ansa.it)

ROMA – Un semaforo sull'etichetta dei cibi per distinguere con un colpo d'occhio quelli potenzialmente dannosi per la nostra salute da tutti gli altri. Sembra una buona idea. Ed è stata già introdotta su base volontaria dalla Gdo britannica allo scopo di contrastare l'obesità tra gli abitanti del Regno Unito. Peccato, però, che l'etichetta a semafori - non a caso appoggiata da multinazionali come Coca Cola e Nestlé - fornisca non solo informazioni parziali e ingannevoli sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti, ma danneggi anche irrimediabilmente l'export made in Italy.

Cos'è l'etichetta a semaforo per gli alimenti
L'etichetta a semaforo è già realtà nel Regno Unito, dove è stata introdotta nel 2013. Sulla confezione dei prodotti in vendita nei supermercati è possibile notare un pallino colorato: rosso, giallo o verde. Questi colori indicano l'apporto di grassi, zuccheri e altri nutrienti del cibo confezionato e forniscono al consumatore alcune informazioni generali per capire se questo è potenzialmente dannoso per la loro salute oppure no. Il sistema «a semaforo» è stato introdotto dagli inglesi per combattere l'obesità dilagante scoraggiando l'acquisto di prodotti troppo calorici. Ora però le sei multinazionali del cibo, le cosiddette Big Food, vorrebbero estenderlo a tutta l'Unione europea.

Via libera al cibo spazzatura
La proposta ha suscitato la levata di scudi dell'Italia e di altri 15 paesi dell'Ue - e non a torto – perché, lungi dal promuovere un'alimentazione salutare, il semaforo sugli alimenti avvantaggerebbe proprio le multinazionali del cibo. Infatti, queste ultime, grazie alle economie di scala, possono produrre cibo spazzatura a basso costo riducendo l'apporto di zuccheri, ma a discapito dei nutrienti e della salute dei consumatori. Un esempio paradossale aiuterà a chiarire le idee sulla questione. Il sistema a semaforo degli inglesi attribuisce il bollino verde alle bevande gassate prodotte dalla Coca Cola e Pepsi & Co (perché light e senza zucchero) e il bollino rosso all'olio extravergine di oliva, uno dei massimi alleati della salute e alimento principe della dieta mediterranea.

La longa manus delle Big Food sull'Ue
Per questo l'etichetta alimentare ha suscitato una vera e propria ondata di contestazioni da parte dei governi di molti paesi. Il business mondiale dell'industria alimentare vale 570 miliardi di dollari e solo in Europa ci sono circa 700 milioni di potenziali consumatori. Non sorprende, dunque, che le Big Food aspirino a conquistare il mercato europeo come hanno già fatto con quello oltreoceano. E il made in Italy, in particolare, sarebbe gravemente danneggiato dalla nuova normativa. Basta considerare che secondo un’indagine condotta da Nomisma e commissionata da Federalimentare, in Gran Bretagna a causa delle etichette a semaforo le vendite di alcuni prodotti italiani doc sono colate a picco.

Una ferita mortale per il made in Italy
In particolare, il prosciutto di Parma (che, come l'olio d'oliva, è stato bollato con il rosso), ha registrato una flessione nelle vendite pari al 14% tra il 2013 e il 2015. Le vendite del Parmigiano Reggiano sono anch'esse diminuite del 13%. Ma qui non si tratta solo di export o di economia. C'è in gioco, né più né meno, che il diritto alla salute dei cittadini europei perché il sistema a semaforo fornisce informazioni parziali, distorte e fuorvianti sui nutrienti dei prodotti. L'approccio britannico si concentra, ad esempio, sulla quantità di grassi e zuccheri presenti nell'alimento, non distinguendo affatto tra grassi «buoni» e «cattivi» per la salute e non facendo alcun riferimento all'apporto proteico, fondamentale per scegliere cosa acquistare in maniera consapevole. Speriamo di non dover vedere il semaforo sui prodotti in vendita nei nostri supermercati, perché di certo i cittadini europei non hanno bisogno di essere tratti in inganno dalle lobby del cibo.