26 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Commissione d'inchiesta banche

Banche, la commissione d'inchiesta su MPS & Co. sta per decollare

La commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario potrebbe diventare realtà a stretto giro. Tempi di lavoro e composizione sono già stati definiti

Il premier Paolo Gentiloni. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Il voto per l'istituzione della commissione d'inchiesta sul sistema bancario si avvicina. Si è svolta nell'Aula del Senato la discussione generale sul ddl e il seguito dell'esame è stato rinviato a martedì, quando sono previste le repliche del relatore, Mauro Maria Marino (Pd) e del governo, e si avvierà la votazione sui 38 emendamenti presentati. Il voto finale potrebbe arrivare martedì stesso ed è atteso comunque entro la prossima settimana. Il ddl, dopo l'ok di Palazzo Madama, dovrà passare alla Camera.

La commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario
La «commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario», nella forma e nei contenuti individuati nel testo votato a maggioranza in commissione Finanze del Senato, dovrà concludere i propri lavori entro un anno dalla sua costituzione. Mentre a metà del guado, cioè dopo sei mesi, il presidente della commissione dovrà trasmettere alle Camere una relazione sullo stato dei lavori. Tempi su cui peserà lo spettro della fine della legislatura che, se si concluderà naturalmente arriverà a febbraio 2018, ma nessuno può escludere un anticipato ritorno alle urne.

Tempi di lavoro e composizione
La commissione sarà composta da venti senatori e venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato e dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari. Parlando in Aula il relatore nonché presidente della commissione Finanze Marino ha tenuto a sottolineare che «un anno appare sufficiente da oggi a garantire la funzionalità e l'efficacia della commissione, da intendersi come occasione per sfruttare tutto il tempo residuo della legislatura, trovando le eventuali forme necessarie per capire che comunque questo percorso si deve chiudere all'interno di questa legislatura».

Le competenze e le indagini
Il dibattito di questi mesi si è concentrato soprattutto sull'articolo 3 che riguarda le competenze che la commissione avrà. Nel testo all'esame dell'Aula si prevede un orizzonte molto ampio. Si dovranno verificare: gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e le conseguenze dell'aggravamento del debito sovrano; la gestione degli istituti bancari che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e sono stati o sono destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti in risoluzione; l'efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari poste in essere dagli organi preposti; l'adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario, nonché sul sistema di vigilanza, anche ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie. In particolare M5S e Si, avevano chiesto di focalizzare l'indagine su Mps, su Banca Cariferrara, Banca Marche, Banca popolare Etruria e Lazio, CariChieti e sulle due venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), ma la proposta è stata bocciata.