24 aprile 2017
Aggiornato 22:30
Manovra bis

Bruxelles plaude alla «manovrina» di Padoan, ma mancano 800 milioni di euro e la stangata è in arrivo

Il governo Gentiloni sta per varare la manovra bis, ma mancano all'appello coperture per 800 milioni di euro che l'Esecutivo cercherà di reperire aumentando le tasse sui tabacchi e sui giochi. Ma non solo...

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Il governo Gentiloni deve varare a stretto giro la «manovrina» fiscale. Ma mancano ancora all'appello 800 milioni di euro. L'Esecutivo potrebbe quindi decidere di correre ai ripari per reperire le coperture. La stangata sui contribuenti è in arrivo.

Arriva la manovra bis, ma mancano le coperture
Il conto della manovra bis ammonta a 3,4 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil. Ma il governo Gentiloni fatica a trovare le risorse. Al momento mancano ancora coperture per 800 milioni di euro e il Def dovrebbe essere approvato entro la prossima settimana. L'Esecutivo sta quindi pensando di puntare il tutto per tutto sull'aumento delle tasse sui giochi e sulle sigarette, ma anche sul pacchetto anti-evasione, lo split payament, la rottamazione delle liti tributarie e i tagli alla spesa per i ministeri. In ballo ci sarebbe anche un'imposta sulle bevande zuccherate. Mentre resta ferma ai blocchi di partenza, invece, la riforma del catasto, che non mette tutti d'accordo.

Aumenteranno le tasse su tabacchi e giochi
A confermare l'idea di un cambio di passo sulle liti fiscali è stato il viceministro dell'Economia in persona, Luigi Casero, che ha sottolineato: «Vorremmo estendere la rottamazione alle liti pendenti per proporre un nuovo patto con i contribuenti a prescindere dal momento in cui è arrivato l'accertamento». Intanto da Bruxelles arrivano segnali rassicuranti. In occasione delle riunioni informali dell'Eurogruppo e dell'Ecofin che si sono svolti a Malta la scorsa settimana la Commissione Ue ha espresso un giudizio preliminare favorevole sulla manovra correttiva messa a punto dall'Italia.

La Commissione invia segnali rassicuranti
Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa finale del vertice ha dichiarato: «Quello che mi ha descritto il ministro mi sembra in linea con quanto è stato raccomandato dalla commissione».Su un particolare aspetto, il vicepresidente della Commissione ha voluto essere più esplicito: quello dell'estensione dello split payment sull'Iva, richiesto dall'Italia per migliorare la raccolta. Ha annunciato il via libera dell'Esecutivo comunitario e ora «la decisione definitiva spetta, con deliberazione unanime, al Consiglio europeo. Quindi - ha detto - resta un po di lavoro da fare».L'Italia ha avanzato la richiesta spiegando che lo split payment dovrebbe aiutare a contrastare alcuni tipi di frodi Iva con la PA e quindi, in ultima istanza, dovrebbe migliorare la raccolta.

Lo split payment e il gettito Iva che fa gola a Bruxelles
Lo split payment è un sistema alternativo di raccolta attraverso il quale, quando il cliente-acquirente è lo Stato stesso, nelle sue più molteplici forme tra cui gli enti pubblici, paga al venditore solo il prezzo netto del bene o servizio, mentre versa l'Iva direttamente su un conto dell'Erario. Questo meccanismo ha prodotto notevoli risultati in termini di gettito. La Penisola ora chiede di estendere questa pratica a gradi società ritenute altamente affidabili dal punto di vista fiscale, le 40 maggiori quotate in Borsa, e a tutte le società partecipate dallo Stato. Vale la pena sottolineare che la stessa Ue è (molto) interessata al gettito Iva, dato che una quota di quest'ultima, solitamente lo 0,3 per cento, viene girata dai Paesi membri al finanziamento del bilancio comunitario.