26 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Le linee guida di Draghi per i Npl

La Bce sulle sofferenze bancarie dell'Eurozona: «Peggio dell'Italia fanno solo Cipro e Grecia»

L'Italia è il terzo paese dell'area euro con la maggiore quota di crediti deteriorati nella pancia delle banche, dopo Cipro e Grecia. La Bce lancia l'allarme sul nodo Npl e sostiene che il problema non può essere lasciato agli istituti di credito

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. (© ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

FRANCOFORTE - L'Italia è il terzo Paese dell'area euro in cui resta più elevata la quota di crediti deteriorati nel settore bancario, al 17,5 per cento nella Penisola alle spalle di Cipro (47%) e Grecia (37%) e davanti al Portogallo (12,7%). Lo rileva la banca centrale europea nel suo rapporto annuale. Il deterioramento della qualità degli attivi bancari nell'area euro riguarda principalmente il settore delle imprese, specie quelle di piccole e medie dimensioni (Pmi), e il settore degli immobili commerciali. Ma la soluzione a questo problema, avverte la banca centrale, non può passare solo dalle banche stesse e dall'autorità di Vigilanza.

La Bce lancia l'allarme sui Npl
La Bce ricorda come la Vigilanza bancaria si stia adoperando alacremente per favorire la risoluzione del problema dei Non performing loans (Npl). A partire dalla valutazione approfondita del 2014, la Bce ha continuato a sostenere le attività di riduzione degli Npl attraverso il dialogo costante di vigilanza con le banche interessate. Al fine di affrontare in modo risoluto e vigoroso le criticità ancora presenti, la Vigilanza bancaria della Bce ha passato in rassegna le prassi di vigilanza, nonché quelle legali, giudiziarie ed extra-giudiziarie in vari paesi dell'area dell'euro e ha elaborato una bozza di linee guida in materia, sottoposta a consultazione nel settembre 2016.

Le linee guida di Mario Draghi per l'Ue
La pubblicazione della versione definitiva è attesa per la primavera di quest'anno. I gruppi di vigilanza congiunti (Joint Supervisory Team) hanno cominciato a coinvolgere attivamente le banche vigilate in vista dell'applicazione delle linee guida, in base alle quali gli istituti con elevati livelli di Npl dovrebbero fissare degli obiettivi impegnativi e ambiziosi per fronteggiare la consistenza di Npl. Le linee guida, aggiunge la Bce, promuovono inoltre una maggiore coerenza delle prassi in materia di tolleranza (forbearance), riconoscimento degli Npl e accantonamenti, nonché dell'informativa collegata, allo scopo di accrescere la fiducia del mercato e assicurare condizioni di parità concorrenziale.

Le banche da sole non possono risolvere il problema
«La risoluzione del problema degli Npl, tuttavia, non può essere lasciata alle sole banche e autorità di vigilanza. Occorre attuare rapidamente provvedimenti di policy volti a rimuovere gli ostacoli strutturali che impediscono alle banche di smaltire gli Npl e di ristrutturare il debito deteriorato». Gli interventi potrebbero mirare a migliorare l'efficienza dei sistemi giudiziari, accrescere l'accesso alle garanzie, creare procedure extra-giudiziarie più rapide e rimuovere i disincentivi fiscali. E' inoltre necessario sviluppare i mercati per le attività deteriorate e favorire la cessione dei prestiti in sofferenza agli investitori non bancari. «A questo riguardo - conclude il rapporto - occorreranno anche iniziative volte a promuovere lo sviluppo di un settore specializzato nella gestione (servicing) degli Npl, a migliorare la qualità e l'accesso ai dati e a eliminare gli impedimenti fiscali e legali alla ristrutturazione del debito».