23 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Brexit e politiche Ue

Consob, Vegas attacca la Bce: «Pressioni un po' forti, bail in va rivisto»

Il presidente della Consob è intervenuto in audizione davanti alle commissioni Affari esteri e Politiche Ue della Camera per parlare della Brexit, della Tobin tax e di alcune politiche della Bce «che destano preoccupazione»

Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. (© ANSA/MATTEO BAZZI)

ROMA – La Brexit è una «sfida che presenta opportunità e rischi per l'Italia e il settore finanziario». Lo ha ricordato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in audizione davanti alle commissioni Affari esteri e Politiche Ue della Camera. Vegas ha proposto alcuni interventi per rendere più «attrattivo» il Paese e la piazza di Milano, in particolare, a cominciare dall'eliminazione di imposte come la Tobin tax. E non ha esitato a definire «preoccupanti» alcune pratiche attualmente adottate dalla Bce.

Vegas dichiara guerra alla Tobin tax
Il presidente della Consob ha detto che la Tobin Tax «non ha portato benefici concreti discriminando le transazioni sul mercato nazionale». In generale, occorre invece armonizzare la tassazione a livello europeo cancellando «tipi di imposta che non danno gettito e disincentivano e basta». Se, poi, nel testo della manovrina si confermasse l'abbassamento della convenienza della super-Ace «forse questo è controproducente e bisognerà valutarlo».Tra gli interventi da mettere in campo ha elencato la certezza dei tempi di giudizio («serve una sorta di protocollo in base al quale il tribunale stabilisca tempi certi per i passaggi del contenzioso»).

Le critiche alle politiche della Bce
Ancora: la «promozione della creazione» a Milano di un «hub» (operante a livello europeo) per i servizi alle Pmi per facilitarne l'accesso al finanziamento di mercato e anche la semplificazione delle procedure («Parigi e Tokyo hanno introdotto meccanismi sportello unico che sono meccanismi facilmente copiabili e forse con qualche deroga legislativa si potrebbe fare»). Inoltre, Vegas non ha esitato a puntare il dito contro la Bce, perché alcune delle sue «pratiche attualmente in corso destano qualche preoccupazione». Il presidente della Consob fornisce anche un esempio: se una banca significant ha dei problemi e deve risistemare i bilanci, «la Bce può consigliare di fare certe operazioni per migliorare la qualità del capitale».

«Certe pressioni sono un po' forti»
Certe operazioni che riguardano anche «la quantità dei dipendenti», che «ovviamente è un fatto piuttosto pesante», oppure, tema che è all'ordine del giorno nell'ultimo periodo, «vendere una certa quantità di Npl». Però - come ha sottolineato Vegas – è chiaro che «se io devo vendere questi titoli, una certa quantità entro una certa data, è chiaro che il prezzo tende ad abbassarsi». Se devo vendere la mia automobile entro stasera «è chiaro che la regalo o quasi, è difficile che riesca a fare una trattativa seria», ha concluso il presidente della Consob che subito dopo è passato a un vero e proprio affondo contro la Bce: «Probabilmente certe pressioni sono un po' forti. Sono ragionevoli da un punto di vista della stabilità, però possono portare ad avere qualche problema da parte delle singole banche che sono coinvolte", ha sottolineato Vegas.

La normativa sul bail in dovrebbe essere «rivista»
E l'arringa è andata avanti ancora: «La direttiva sul bail-in potrebbe essere rivista con qualche modesto correttivo per togliere gli aspetti più antipatici, che hanno creato problemi negli ultimi tempi». Dal bail-in infatti sono esclusi i conti correnti sotto i 100mila euro; ma ci sono stati casi nei quali il correntista ha preferito investire parte della liquidità in obbligazioni, perché qualche tempo fa non erano un prodotto rischioso: «allora probabilmente un trattamento analogo ai conti correnti potrebbe avere senso, cioè a dire sotto i 100mila euro anche le obbligazioni hanno lo stesso trattamento dei conti correnti», ha proposto Vegas. «Il meccanismo del bail-in è coindivisibile nello spirito. Certo - ha concluso il presidente della Consob – ma ci sono alcune cose anche dal punto di vista logico difficilmente comprensibili e la prima cosa è quella dell'effetto retroattivo: se io ho acquistato un titolo di una banca nel 2005 quando era solidissima» e poi nel 2015 il titolo viene inserito in quelle normative la faccenda diventa decisamente«complicata da giustificare».