26 maggio 2017
Aggiornato 09:30
Crisi economica

Corruzione, il 71% degli italiani la ritiene molto diffusa nel Belpaese

Secondo lo studio Global Fraud Survey di EY condotto in 41 Paesi, la corruzione influenza moltissimo la crescita economica effettiva delle imprese nazionali e il sondaggio realizzato su un campione di italiani non è affatto positivo

(© ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - La maggior parte degli italiani ritiene la corruzione ancora molto diffusa nel paese. Il 69% degli intervistati evidenzia che la crescita economica effettiva delle imprese che operano nei mercati globali è più lenta di quella prevista; dato che si conferma nei paesi emergenti con il 63% degli intervistati e con punte più elevate del 90% in Oman, 85% in Ucraina and 84% in Nigeria. In tale contesto non stupisce, quindi, che il 71% degli intervistati italiani ritiene la corruzione un fenomeno ancora molto diffuso nel proprio Paese, percentuale che scende al 51% a livello Emeia.

Lo studio EY Fraud Survey 2016
La Fraud Survey di EY "Istinto Umano o Automazione - Quale la miglior risposta nella lotta contro frodi e corruzione?" è stata realizzata mediante interviste a 4.100 dipendenti (da impiegati fino a top manager) di 41 paesi tra cui Europa, India, Africa e Medio Oriente ("Emeia"). Dallo studio condotto emerge che ancora i dirigenti di aziende non riescono a promuovere e diffondere una cultura etica nelle proprie imprese; il 77% degli amministratori o dei dirigenti ancora dichiara che per aiutare a salvaguardare un business, con uno su tre disposti a offrire tangenti per vincere gare o mantenere il proprio business.

La generazione Y si disinteressa dell'etica
L'indagine mostra, inoltre, che la «Generazione Y» (che comprende soggetti tra i 25 e i 34 anni di età), costituente il 32% degli intervistati, dimostra un atteggiamento più disinteressato nei confronti di un possibile comportamento non etico. Il 73% giustifica tale comportamento in quanto finalizzato a salvaguardare il business, rispetto al 49% degli intervistati di età tra i 45 e i 54 anni (Generazione X). Inoltre, il 68% degli intervistati, appartenenti alla Generazione Y, crede che i propri dirigenti potrebbero adottare comportamenti non etici al fine di salvaguardare il business.

La sfiducia aumenta anche tra colleghi
E il 25% di questa fascia di età sarebbe disposto a offrire tangenti in cambio di ottenere o consolidare affari. La Generazione Y mostra anche una sfiducia crescente nell'etica dei propri colleghi: il 49% di essi crede che i propri colleghi siano disposti ad agire in modo non etico per migliorare la propria crescita lavorativa e la propria carriera (di questa idea è il 40% di soggetti, che ricoprono tutte le fasce di età).