29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Zonin indagato e multato

Banca Popolare di Vicenza, arriva anche la multa della Consob: 9,14 milioni di euro

La Consob ha condannato la Banca Popolare di Vicenza a pagare una multa da 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dai vertici dell'istituto tra aprile 2011 e aprile 2015

L'ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, il 5 dicembre 2014. (© ANSA/DAVIDE BOLZONI)

MILANO – Dopo l'Antitrust, si è mossa anche la Consob. La Banca Popolare di Vicenza è stata sanzionata per un totale di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dai vertici aziendali tra aprile 2011 e aprile 2015. I provvedimenti riguardano il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale in carica all'epoca dei fatti, nonché alcuni dirigenti della banca.

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Dopo l'Antitrust, anche la Consob condanna Bpvi
Sei mesi fa (per l'esattezza era il 13 settembre 2016) l'Antitrust sanzionava la Banca Popolare di Vicenza con una multa da 4,5 milioni di euro per aver adottato pratiche commerciali scorrette. L'autorità aveva accertato che la banca aveva costretto molti clienti nel triennio 2013-2015 ad acquistare le sue azioni in cambio di mutui a tassi agevolati. Si tratta dei cosiddetti «finanziamenti baciati» dello «schema Zonin». Oggi è arrivato il bis. Si è mossa infatti anche che la Consob, che a sua volta ha sanzionato la stessa banca veneta per un totale di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dai vertici aziendali tra aprile 2011 e aprile 2015.

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I comportamenti illeciti dei vertici della banca
In particolare, Consob ha accertato - al termine di un'attività di vigilanza, che ha compreso anche un'ispezione fra aprile 2015 e febbraio 2016 - che la banca ha violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria. I comportamenti illeciti risultano essere frutto di scelte aziendali riconducibili, secondo i rispettivi ruoli e responsabilità, ai principali livelli decisionali e di controllo interno della banca. All'epoca dei fatti alla guida dell'istituto c'era Gianni Zonin, e durante la sua presidenza sono stati sublimati 6 miliardi di euro di capitalizzazione e mandati in fumo i risparmi di 119mila soci.

I «finanziamenti baciati» e lo «schema Zonin»
Vale anche la pena ricordare che Zonin è indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza insieme all'ex direttore generale Samuele Sorato. Agli stessi soggetti coinvolti sono state comminate anche altre sanzioni accessorie, come la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità e l'incapacità di assumere incarichi in società quotate o loro controllate per un totale di 76 mesi. Come noi del Diariodelweb avevamo già avuto modo di argomentare, i magistrati di Vicenza stavano indagando da tempo sul dissesto finanziario della Banca Popolare di Vicenza e, in particolare, su quell'anomalo flusso di finanziamenti elargiti dall'istituto veneto tra il 2012 e il 2014. Gli onerosi prestiti in questione, denominati «finanziamenti baciati», sarebbero finiti soprattutto nei conti correnti di imprenditori vicini al management dell'istituto. L'ex presidente Giovanni Zonin avrebbe messo in atto un vero e proprio schema, ribattezzato appunto «schema Zonin», per truffare circa 120 mila azionisti: cioè clienti-soci indotti ad acquistare i titoli della banca che di lì a poco sarebbero divenuti carta straccia. Oggi la Banca Popolare di Vicenza attende il via libera della Bce per la ricapitalizzazione precauzionale e aspetta di procedere alla fusione con Veneto Banca per evitare il bail in.