29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Previsioni economiche di primavera

L'Ue striglia l'Italia: «Incombono rischi legati alle banche e all'incertezza politica»

La Commissione Ue ha pubblicato le Previsioni economiche di primavera dell'Eurozona e punta il dito contro le criticità dell'economia italiana

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. (© ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

BRUXELLES – L'Italia preoccupa Bruxelles. La Commissione europea ha pubblicato oggi le Previsioni economiche dell'Ue e punta il dito contro l'incertezza politica e i rischi del sistema bancario del Belpaese. Tuttavia, i conti pubblici italiani sono in miglioramento grazie alla «manovrina» del governo Gentiloni.

Le Previsioni economiche di primavera dell'Ue
La Commissione Ue ha pubblicato le Previsioni economiche di primavera dell'Italia. Crescita del Pil allo 0,9% nel 2017, stabile rispetto al 2016, e in miglioramento all'1,1% nel 2018. Deficit pubblico in calo al 2,2% rispetto al Pil nel 2017 dopo il 2,4% del 2016, ma previsto in leggera risalita nel 2018, al 2,3% (a politiche invariate). Rapporto debito/Pil ancora in crescita al 2017, con il 133,1% dopo il 132,6% del 2016, ma finalmente in calo, al 132,5%, nella previsione per il 2018. Sono le cifre essenziali sui conti pubblici del Belpaese.

Gli effetti della «manovrina» di Gentiloni
Le previsioni includono gli effetti della «manovrina» del governo Gentiloni per la riduzione strutturale dello 0,2% del deficit/Pil, che era stata richiesta proprio dall'Esecutivo comunitario al nostro paese. Secondo la Commissione, inoltre, l'inflazione in Italia crescerà all'1,5% nel 2017 dopo il dato negativo del 2016 (-0,1%), ma resterà debole, con un leggero calo all'1,3% nel 2018. Continua a scendere, infine, pur restando alta, la disoccupazione, che passa dall'11,7% del 2016 all'11,5% quest'anno, per arrivare all'11,3% nelle stime per il 2018.

I rischi negativi dell'economia italiana
Tuttavia, la Commissione europea non trascura di sottolineare anche le criticità dell'economia italiana, e punta il dito in modo particolare contro «l'incertezza politica e il lento aggiustamento in corso nel settore bancario» che rappresentano i due maggiori «rischi negativi per quanto riguarda le prospettive di crescita dell'Italia». Come ha osservato il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, presentando alla stampa le Previsioni, in Italia «persiste la fragilità strutturale che già conosciamo».Anche perché «l'aumento del consumo privato - si legge ancora nel documento della Commissione - è previsto in rallentamento nel 2017, a causa dell'impatto della crescita più lenta dell'occupazione e dell'inflazione più forte sul reddito reale disponibile».

La crescita proseguirà intorno all'1% nel 2017
Il deficit è previsto in leggero calo nel 2017, mentre si prevede in generale una stabilizzazione del rapporto debito/Pil nell'orizzonte temporale preso in conto (2016-2018). D'altra parte, però, «l'attuale forte fiducia nel settore manifatturiero potrebbe comportare una domanda esterna più forte di quella prevista", afferma la Commissione nel capitolo dedicato all'Italia delle sue Previsioni economiche di primavera. L'economia italiana - si legge nel documento della Commissione - è prevista in crescita attorno all'1% circa nel 2017 e nel 2018, «trainata da una domanda esterna più forte e dalla ripresa degli investimenti». Gli investimenti nel settore dei beni di produzione, in particolare, «dovrebbero trarre beneficio dall'estensione degli incentivi fiscali e dell'orientamento accomodante della politica monetaria» che continua ad avere la Bce.