29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
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Conti pubblici, l'Italia resta ultima in Ue. Moscovici: «Fragilità strutturali che ben conosciamo»

L'Italia resta in fondo alla classifica comunitaria per quanto riguarda la (non) crescita economica. Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari di Eurolandia ha parlato di «fragilità strutturali»

Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari. (© ANSA/ EPA/OLIVIER HOSLET)

BRUXELLES – L'Italia è ultima in Europa. Mentre gli altri paesi comunitari registrano una «crescita salda», il Belpaese fatica a tenere il passo e resta (molto) indietro. Le Previsioni economiche di primavera pubblicate oggi dall'Ue descrivono un'economia in ripresa, ma ancora troppo fragile e soggetta a rischi politici e finanziari.

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L'Italia resta in fondo alla classifica Ue
L'Italia resta in fondo alla classifica dei paesi comunitari per quanto riguarda la crescita economica. I numeri delle Previsioni economiche di primavera restano al di sotto della soglia psicologica dell'1%: +0,9% nel 2017 e 1,1% solo nel 2018. Le stime sono decisamente meno ottimistiche di quelle contenute nel Def del governo Gentiloni. A dare l'annuncio è il commissario agli affari economici dell'Ue in persona, Pierre Moscovici, che ha presentato oggi le previsioni della Commissione europea. «Da 0,9% quest’anno passa a 1,1% l’anno prossimo, perché persistono le fragilità strutturali che conosciamo», ha detto Moscovici riferendosi ai rischi politici e finanziari di cui parla il rapporto comunitario.

Gli effetti della «manovrina» di Padoan
In particolare, la Commissione Ue ha fatto riferimento all'incertezza politica e ai problemi delle banche italiane. Tuttavia, Moscovici ha aggiunto che la Commissione «si felicita del fatto che la maggior parte delle misure di bilancio» prese dall'Italia «mirano a ridurre la pressione fiscale». A noi del Diariodelweb, invero, non sembra che le cose stiamo esattamente così viste le critiche mosse dagli imprenditori (rappresentati da Unimpresa per dirne una, come pure da Confindustria medesima) alla manovrina del governo e al Documento di Economia e finanza che, anzi, determinerà un aumento delle tasse per questa categoria di soggetti economici. Ma poiché con la «manovrina» Padoan ha sostanzialmente obbedito al diktat dell'Ue sui conti pubblici non poteva mancare un elogio per il lavoro svolto dall'Esecutivo italiano.

Moscovici sulla regola del debito
Nei calcoli del governo, la manovrina vale infatti una riduzione del deficit strutturale pari allo 0,22% del Pil. La differenza dello 0,03% rispetto alle stime della Commissione è dovuta a una valutazione più prudente, da parte di Bruxelles, di due delle misure del pacchetto: l'aumento dell'imposta sui giochi, e l'estensione alle imprese più piccole dell'obbligo di effettuare le compensazioni dei crediti fiscali tramite i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate (che comporta un maggiore controllo e meno rischi di elusione), hanno spiegato più tardi fonti comunitarie. Quanto al rispetto della «regola del debito», Moscovici si à limitato a dire che «la Commissione non fa commenti oggi, perché presenterà nei prossimi giorni le sue conclusioni sull'Italia, accanto a quelle relative agli altri paesi».

Le incertezze politiche e le elezioni imminenti
In ogni caso, «la Commissione sta valutando se la flessibilità per la clausola sugli investimenti potrà essere concessa all'Italia, ma il fattore indicato sembra essere esplicativo e va nella buona direzione», ha concluso Moscovici. Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari è poi tornato sul tema «dell'incertezza politica», che la Commissione europea indica come uno dei rischi per l'economia della Penisola: «non significa un giudizio sulla politica italiana", ha sottolineato a Bruxelles Moscovici, presentando alla stampa le Previsioni economiche di primavera dell'Esecutivo comunitario. «Non sta a noi - ha osservato il commissario - dire se e quando ci debbano essere, o no, elezioni anticipate. Ma il fatto che si tengano delle elezioni - ha ricordato - è certamente un fattore importante per gli attori economici». Insomma, «sta agli italiani decidere quando» ci saranno le prossime elezioni politiche. Ma state pur certi che il faro di Bruxelles continuerà ad essere puntato sullo Stivale.