29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Conflitto d'interessi

Etruria, un «alto esponente» del governo Renzi chiese aiuto per salvarla

Un'altra bufera mediatica si sta abbattendo sulla sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio nonché ex ministra del governo Renzi, Maria Elena Boschi, dopo le accuse già note di Ferruccio De Bortoli

La sottosegretaria alla vicepresidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. (© ANSA)

AREZZO – Un «alto esponente» del governo Renzi avrebbe chiesto alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna di intervenire per salvare Banca Etruria. L'episodio è stato riportato da alcuni ex esponenti aziendali della banca del Centro Italia. E si unisce a quello raccontato da Ferruccio De Bertoli nel suo nuovo libro amplificando il clamore mediatico esploso intorno all'ex ministra renziana, Maria Elena Boschi.

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L'intercessione di un «alto esponente» del governo
Nel 2015 un «alto esponente» dell'Esecutivo guidato da Matteo Renzi avrebbe contattato i vertici della Banca Popolare dell'Emilia Romagna per sollecitare la banca modenese affinché intervenisse in favore di Banca Etruria, che si avviava a passo spedito verso il crack. Questo episodio, come scrive Gianluca Paolucci su La Stampa, sarebbe stato raccontato proprio da alcuni ex esponenti aziendali di Etruria venuti a conoscenza del fatto. Non a caso i rapporti tra i due istituti di credito del centro Italia erano molto stretti, vista anche la loro comune appartenenza alla galassia delle banche popolari sulle quali stava per incombere la riforma renziana.

Le accuse di De Bortoli contro la Boschi
Da Bper negano, tuttavia, che ci siano state pressioni da parte del Governo: «Guardammo il dossier Etruria come tanti altri e decidemmo di non farne niente», ha dichiarato Ettore Caselli che nel 2015 era il presidente della Popolare emiliana. Ma certamente questo nuovo episodio non può passare inosservato perché cavalca l'onda mediatica che nelle scorse ore si era già abbattuta sulla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, accusata da Ferruccio De Bortoli nel suo ultimo libro di aver svolto un ruolo attivo durante la crisi della banca del papà. Il padre della Boschi, infatti, all'epoca del crack di Banca Etruria ne era il vicepresidente. E secondo De Bortoli la ex ministra renziana avrebbe cercato di intercedere presso Unicredit per salvarla.

Quell'incontro tra Rosi e Ghizzoni
E' sempre La Stampa a ricostruire che nel 2014 l'allora presidente di Etruria, Lorenzo Rosi, avrebbe incontrato il suo omologo presso Unicredit, Federico Ghizzoni, a piazza Gae Aulenti. Allo scopo, evidentemente, di trovare una ciambella di salvataggio. E solo qualche giorno prima, Maria Elena Boschi aveva partecipato alle celebrazioni dell'unica banca sistemica d'Italia per i suoi primi 15 anni di attività. Secondo l'avvocato della ex ministra del governo Renzi, però, non c'entra il fatto che Maria Elena Boschi fosse la figlia del vicepresidente di Etruria: «Ho motivo di ritenere che non ci sia stato nessun intervento, così come viene raccontato in questo libro», ha dichiarato il legale. Ma di sicuro i vertici di Banca Etruria si diedero un gran da fare in quei giorni convulsi per cercare aiuto ed evitare il crack che, comunque, avrebbe avuto luogo di lì a poco.