29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Scandalo emissioni

L'Ue avvia procedura di infrazione contro l'Italia sulla Fiat 500x

L'Italia è nel mirino di Bruxelles per il presunto mancato adempimento da parte di FCA degli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha definito «deludente» la decisione della Commissione Ue

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. (© ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Dopo lo scandalo Dieselgate, ora è l'Italia a finire nel mirino di Bruxelles. La Commissione europea ha annunciato di aver deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Penisola per il mancato adempimento da parte di Fiat Chrysler Automobiles degli obblighi derivanti dalla normativa Ue in materia di omologazione dei veicoli. Nel mirino, secondo quanto precisato dalle stesse fonti dell'Unione europea, vi è l'omologazione del propulsore 2 litri turbodiesel della 500x.

Il Belpaese nel mirino di Bruxelles
Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora in cui chiede all'Italia di dare una risposta alle preoccupazioni circa l'adozione di misure insufficienti per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni di Fca. Un passo formale energicamente contestato dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio. «Contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall'inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati. Mi è spiaciuto - ha affermato Delrio con una serie di comunicazioni scritte e telefoniche scambiate ieri con la commissaria competente - apprendere che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite intendiate aprire la procedura d'infrazione».

Delrio risponde alla Bienkowska
«Considerato che dopo la fine del processo di mediazione, dagli uffici della Commissione non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nei mesi precedenti si chiede di rimandare l'avvio della procedura», ha aggiunto il ministro. Per parte sua la commissaria responsabile del Mercato interno, Elzbieta Bienkowska ha sostenuto che «lo scandalo sulle emissioni ha dimostrato che la responsabilità di far rispettare la legge e di punire coloro che la violano non può essere lasciata esclusivamente ai singoli Stati membri». Lo scandalo menzionato, però, non riguarda Fca ma è il famigerato Dieselgate della Volkswagen. Ad ogni modo «è giunto il momento di raggiungere un accordo definitivo» sulla revisione delle regole e delle competenze.

L'Italia ha due mesi di tempo
Perché, ha concluso la Bienkowska «sono in gioco la fiducia e la salute dei cittadini e non abbiamo tempo da perdere». La lettera di costituzione in mora è la prima fase di una procedura di infrazione e fa parte del dialogo della Commissione con le autorità italiane al fine di chiarire i fatti e di trovare una soluzione ai problemi individuati dalla Commissione. L'Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione, in caso contrario la Commissione può decidere di inviare un parere motivato.

Nel mirino le prove di emissioni di NOx
Il caso in questione si riferisce alle informazioni portate a conoscenza della Commissione, nel contesto di una richiesta da parte del Ministero dei Trasporti tedesco nel settembre 2016, di mediare un disaccordo tra le autorità tedesche e quelle italiane riguardante le emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte da un tipo di veicolo omologato dall'Italia. Nel corso della procedura di mediazione la Commissione ha esaminato con attenzione i risultati delle prove delle emissioni di NOx fornite dall'autorità di omologazione tedesca (Kraftfahrt-Bundesamt), così come le ampie informazioni tecniche fornite dall'Italia sulle strategie di controllo delle emissioni adottate da Fca nel tipo di veicolo in questione.